Addio a Sophie Kinsella, la scrittrice britannica si è spenta ieri a 55 anni

di Redazione

| 11/12/2025
L’autrice britannica celebre per la saga "I love shopping" aveva rivelato ai lettori la diagnosi di glioblastoma, un tumore cerebrale che in Italia colpisce 1.500 persone l’anno.

Sophie Kinsella, regina della narrativa rosa contemporanea e creatrice dell’indimenticabile Becky Bloomwood, si è spenta ieri a 55 anni dopo aver affrontato con riservatezza e coraggio una lunga malattia. Nata a Londra nel 1969, Kinsella – pseudonimo di Madeleine Sophie Wickham – aveva rivoluzionato il genere chick lit, raccontando donne brillanti, ambiziose e imperfette, capaci di trasformare le fragilità in forza narrativa. Con I love shopping, pubblicato nel 2000, aveva conquistato milioni di lettori nel mondo e ispirato anche un adattamento cinematografico.

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Il racconto pubblico della malattia

La scrittrice aveva scelto di condividere la diagnosi solo quando si era sentita pronta. «Alla fine del 2022 mi è stato diagnosticato il glioblastoma», aveva scritto sui social, spiegando di aver affrontato un intervento chirurgico seguito da radioterapia e chemioterapia. Prima di rendere pubblica la notizia, aveva voluto proteggere i figli e consentire alla famiglia di trovare una nuova normalità. I suoi cari l’hanno ricordata come una donna «grata per l’amore ricevuto» e capace di affrontare ogni passaggio con «coraggio inimmaginabile».

Che cos’è il glioblastoma

Il glioblastoma è il tumore maligno cerebrale più comune e aggressivo, responsabile di circa 1.500 nuovi casi ogni anno in Italia. Origina dalle cellule gliali, fondamentali per il sostegno dei neuroni, e cresce rapidamente infiltrando i tessuti circostanti. I sintomi includono mal di testa intensi, nausea, vomito, crisi epilettiche e disturbi del linguaggio o della memoria; in alcuni casi l’esordio ricorda un ictus, con deficit improvvisi dovuti al sanguinamento della lesione.

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Diagnosi, terapie e prognosi

La diagnosi avviene tramite risonanza magnetica e viene confermata da un prelievo chirurgico. Il trattamento standard prevede chirurgia, radioterapia e chemioterapia con temozolomide, ma i tassi di recidiva rimangono elevati e la sopravvivenza mediana è di circa 15 mesi. Solo il 5% dei pazienti supera i cinque anni dalla diagnosi. La ricerca sta lavorando su immunoterapia, terapie cellulari e farmaci innovativi nel tentativo di migliorare un quadro clinico che resta molto complesso.

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