Primo morto in Italia per nitazeni: arrestato il presunto pusher a Brunico

di Redazione

| 21/10/2025
La vittima è un 28enne altoatesino. L’autopsia ha rivelato la presenza di un oppioide sintetico dieci volte più potente del fentanyl.

È stata accertata in Alto Adige la prima vittima in Italia per overdose da nitazeni, un nuovo oppioide sintetico considerato tra i più potenti al mondo. La morte risale al 10 settembre 2024, ma la notizia è emersa solo ora dopo l’arresto, a Brunico, di un trentasettenne accusato di aver ceduto la sostanza alla vittima.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Bolzano, hanno portato al sequestro di vari pacchi contenenti oppioidi sintetici importati dall’estero e acquistati sul dark web con criptovalute. Le analisi condotte dal Ris di Roma hanno confermato nel sangue del giovane la presenza di nitazeni, in particolare della molecola n-pirrolidin protonizapene, responsabile del decesso per arresto cardiocircolatorio da overdose.

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Una droga più potente del fentanyl

Secondo il procuratore Axel Bisignano, i nitazeni sono «una bomba, molto più potente del fentanyl». Si tratta di sostanze sintetizzate negli anni Cinquanta come antidolorifici, mai commercializzate per l’elevata tossicità e riapparse dal 2019 con il rafforzamento dei controlli sul fentanyl. Possono essere dieci o venti volte più potenti e sono letali anche in dosi minime.

La Società Italiana di Tossicologia (Sitox) ha recentemente segnalato un aumento di casi in Europa. Queste molecole, infatti, sfuggono ai test tossicologici tradizionali e risultano difficili da identificare. Inoltre, il naloxone, antidoto usato per le overdose da eroina o fentanyl, può risultare meno efficace contro i nitazeni, richiedendo dosi più elevate per bloccarne gli effetti.

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Allerta sanitaria in crescita

In Alto Adige si contano 35 segnalazioni legate a questa sostanza, spesso venduta online o mescolata ad altre droghe. Gli esperti avvertono che molti consumatori non sono consapevoli di assumerla, aumentando così il rischio di intossicazioni e decessi. Le autorità italiane e i centri antiveleni monitorano ora la diffusione di questi nuovi oppioidi, ritenuti una minaccia emergente per la salute pubblica.

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