Meno plastica, meno sprechi: le nuove regole Ue sugli imballaggi
Redazione
Il 12 agosto 2026 segnerà il passaggio definitivo verso una nuova gestione del packaging in Europa, con la piena applicazione del Regolamento (UE) 2025/40. Il provvedimento, pilastro della strategia ambientale dell’Unione europea ed entrato in vigore l’11 febbraio 2025, introduce obblighi stringenti per ogni fase del ciclo di vita degli imballaggi, dalla fase di progettazione fino al trattamento dei rifiuti.
L’obiettivo è ridurre gli sprechi, favorire il riutilizzo e il riciclaggio e armonizzare le regole nazionali, evitando distorsioni del mercato unico. Una svolta che riguarda tutti gli imballaggi, indipendentemente dal materiale o dal settore di utilizzo, dal commercio al dettaglio alla ristorazione.
Riciclabilità, meno peso e stop agli imballaggi inutili
La parola d’ordine del nuovo regolamento è riciclabilità. Ogni confezione dovrà essere progettata per ridurre al minimo peso e volume, senza però perdere la sua funzione protettiva. Sotto la lente d’ingrandimento finiscono i cosiddetti “imballaggi ingannevoli”: saranno vietati doppi fondi o pareti superflue creati esclusivamente per aumentare il volume percepito del prodotto.
Dal 2030 il sistema diventerà ancora più rigido con l’introduzione di vere e proprie classi di prestazione sulla riciclabilità. Per gli imballaggi in plastica scatterà inoltre l’obbligo di utilizzare una quota minima di materiale riciclato, con deroghe limitate ai settori farmaceutico e della prima infanzia.
Spazio vuoto e imballaggi monouso sotto osservazione
Una delle novità più rilevanti per la vita quotidiana riguarda lo spazio vuoto negli imballaggi. Entro il 2030, le confezioni utilizzate per il trasporto e l’e-commerce non potranno superare il 50% di aria al loro interno, una misura pensata per ridurre sprechi e inefficienze logistiche.
Anche il settore della ristorazione e dell’ospitalità è destinato a cambiare volto. Le classiche bustine monodose di ketchup e maionese hanno una data di scadenza fissata: dal 2030 non potranno più essere immesse sul mercato. Per questo, aziende e fornitori dovranno iniziare ad adeguare materiali e processi produttivi già nei prossimi mesi.
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Obblighi per imprese e nuovi diritti per i consumatori
Il cambiamento non si ferma alla produzione, ma incide direttamente sui costi delle imprese e sulle abitudini dei cittadini. Con il rafforzamento della responsabilità estesa del produttore, chi immette imballaggi sul mercato dovrà farsi carico dei costi di raccolta, smaltimento e riciclo, incentivando soluzioni di packaging più sostenibili.
Per i consumatori la svolta sarà concreta. Dal 2027 sarà possibile presentarsi in bar e ristoranti con il proprio contenitore per l’asporto, mentre dal 2028 i locali dovranno offrire alternative riutilizzabili senza costi aggiuntivi, segnando un progressivo superamento della cultura del monouso.
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