Manovra 2026, stop all’aumento dell’età pensionabile solo per lavori usuranti
di Redazione
La Manovra 2026, attesa in approvazione dal Consiglio dei ministri, interviene sul tema delle pensioni con una misura mirata: lo stop all’aumento dell’età pensionabile riguarderà soltanto i lavori gravosi e usuranti. Lo stabilisce il Documento programmatico di bilancio (Dpb) inviato alla Commissione Ue, che conferma l’aumento graduale dei requisiti nel biennio 2027-2028, in linea con l’adeguamento alla speranza di vita Istat.
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Pensioni e aiuti alle famiglie: le novità della Manovra 2026
Senza correttivi, dal 1° gennaio 2027 l’età per la pensione di vecchiaia salirebbe da 67 a 67 anni e 3 mesi, come previsto dalla legge Fornero. Il governo punta però a una sterilizzazione selettiva, che potrebbe includere anche i lavoratori over 64 o con carriere usuranti. Una deroga estesa a tutti costerebbe circa 3 miliardi di euro l’anno, cifra incompatibile con i vincoli di bilancio europei.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha parlato di un equilibrio tra «sostenibilità dei conti e giustizia sociale». Tra le ipotesi, anche un aumento graduale: un mese in più nel 2027, due nel 2028, fino a tre nel 2029, per distribuire l’impatto sui lavoratori.
Accanto alla previdenza, la manovra destina nuove risorse ai caregiver familiari e alle madri lavoratrici con almeno due figli, oltre al rifinanziamento della Carta dedicata a te per i beni alimentari. Il pacchetto complessivo vale 18 miliardi di euro, sostenuto da circa 4,4 miliardi provenienti da banche e assicurazioni.
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Reazioni e prospettive
Le opposizioni e i sindacati criticano la scelta del governo, accusandolo di incoerenza. Il segretario della Cgil, Maurizio Landini, ha parlato di un «paradosso»: «Sono andati al governo dicendo che avrebbero cancellato la Fornero, e invece stanno peggiorando le pensioni». Dalla Lega, il vicepremier Matteo Salvini ha invece definito «inaccettabile» qualsiasi aumento che non tenga conto della vita reale di chi lavora nei cantieri o nei turni notturni.
Sul piano tecnico, l’Ufficio parlamentare di bilancio, con la presidente Lilia Cavallari, ha ricordato che l’adeguamento serve a garantire la sostenibilità del sistema contributivo e assegni più solidi nel lungo periodo. Rinviare oggi, ha avvertito, rischierebbe di creare uno “scalone” nel 2029, quando scatterà la prossima revisione legata alla speranza di vita.
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