Inchiesta sul macello Bervini: carne scaduta “ripulita” e rimessa in commercio
di Redazione
Un’inchiesta della trasmissione Report ha portato alla luce presunte pratiche irregolari all’interno di un macello di Pietole, nel Mantovano, dove carne scaduta sarebbe stata manipolata, “ripulita” e reimmessa nel circuito commerciale. Le immagini, raccolte da un operaio infiltrato, mostrano operai intenti a rimuovere lo strato deteriorato dei pezzi di carne, poi riconfezionati con nuove etichette e destinati nuovamente al mercato.
Carne scaduta manipolata e rimessa in vendita
L’indagine, curata da Giulia Innocenzi, si concentra sul macello Bervini, un grande hub che tratta ogni anno carne per un valore stimato di circa 200 milioni di euro, in gran parte importata da Paesi come Uruguay e Nuova Zelanda. Secondo quanto documentato da Report, nello stabilimento sarebbero state manipolate partite di carne scadute da tempo, in alcuni casi da anni. I pezzi descritti come anneriti e maleodoranti venivano privati delle parti più compromesse, ricondizionati e preparati per una nuova distribuzione.
A destare particolare allarme è il processo di scongelamento e ricongelazione: la carne importata, spesso già congelata, veniva scongelata per la lavorazione e poi nuovamente congelata, una pratica che secondo gli esperti aumenterebbe il rischio di proliferazione batterica.
I rischi sanitari e le criticità igieniche
Nicola Decaro, direttore del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari, ha spiegato ai microfoni di Report che il congelamento “non uccide i batteri”, ma li mantiene in uno stato di sospensione. Lo scongelamento in acqua calda, documentato dalle immagini, favorirebbe invece la crescita di agenti patogeni come salmonella e listeria, potenzialmente responsabili di infezioni gravi.
Il materiale girato dall’operaio infiltrato mette inoltre in evidenza condizioni igieniche critiche: pezzi di carne caduti a terra e reintrodotti nei contenitori, piani di lavoro sporchi di sangue e la presenza di insetti nei locali di lavorazione. Elementi che alimentano dubbi sulla gestione del rischio sanitario all’interno dello stabilimento.
LEGGI ANCHE: “Chiamata alla pace”: in Arena un evento speciale per la Via Crucis
La posizione dell’azienda
Bervini Primo Srl ha respinto con decisione tutte le accuse. In una nota ufficiale, l’azienda afferma che nessuna carne commercializzata ha mai superato la data di scadenza e che tutte le operazioni avvengono nel pieno rispetto delle normative europee e nazionali. Il riferimento è al Regolamento CE 853/2004 e alla Legge 25/2022, che consentono il congelamento della carne fresca prima della scadenza per successivi trattamenti.
L’azienda sottolinea inoltre come i propri stabilimenti siano regolarmente sottoposti a ispezioni da parte delle autorità competenti, senza che siano mai emerse irregolarità legate alla sicurezza alimentare.
LEGGI ANCHE: Controlli della sosta a Verona: ecco dove sono questa settimana
Le verifiche delle autorità
L’Ats Valpadana, dopo aver visionato il materiale realizzato da Report, ha annunciato l’avvio di accertamenti per verificare la fondatezza delle segnalazioni e capire l’eventuale destino commerciale della carne manipolata. L’inchiesta apre interrogativi significativi sull’efficacia dei controlli sanitari e sul sistema di vigilanza negli impianti di lavorazione, soprattutto quando si tratta di prodotti importati.
In Evidenza
Raccolta differenziata: a Verona si comincia da bambini

Abbandono rifiuti a Verona, nuove regole e sanzioni più pesanti

“DifferenziaMente”: il progetto di Amia alla Domenica della Sostenibilità

Atlante dell’Acqua 2026: la fotografia di Legambiente

A “Vita in Campagna” Amia insegna il compostaggio domestico

Scatta l’Ecobonus per moto e scooter: fino a quattromila euro di contributi

Anche Verona tra i “Comuni Plastic Free” premiati a Roma

A Cologna Veneta un incontro pubblico sul biometano e la transizione ecologica

Giornata ecologica regionale 2026, focus sulle api: stanziati 100mila euro






