Italia-Israele a Udine: partita ad alta tensione tra sicurezza, proteste e clima di incertezza

di Redazione

| 08/10/2025
Martedì 14 ottobre la Nazionale scenderà in campo al Friuli per le qualificazioni mondiali. Oltre mille agenti mobilitati e città blindata per una sfida segnata dalle tensioni internazionali.

La partita di qualificazione ai Mondiali 2026 tra Italia e Israele, in programma martedì 14 ottobre a Udine, si giocherà in un clima di forte tensione e massima allerta.

Le autorità hanno predisposto un imponente piano di sicurezza, mentre cresce l’attenzione per il corteo pro-Palestina che attraverserà la città nelle stesse ore.

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Città blindata e corteo pro-Palestina: scatta il piano sicurezza

Il prefetto Domenico Lione ha convocato il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica per coordinare le operazioni. Sono stati mobilitati oltre mille agenti provenienti da tutto il Triveneto, con controlli serrati e dispositivi antiterrorismo a largo raggio. L’area attorno allo stadio Friuli è stata dichiarata zona rossa: transenne, blocchi stradali e verifiche a più livelli isoleranno completamente l’impianto nei giorni precedenti il match.

Le misure straordinarie scatteranno già da domenica 12 ottobre, con prefiltraggi a distanza e controlli con tecnologie di nuova generazione. Anche la viabilità cittadina subirà modifiche, mentre la partita di basket tra Apu Udine e Virtus Bologna è stata anticipata per evitare sovrapposizioni operative.

Parallelamente, si prevede la partecipazione di oltre 10mila manifestanti al corteo pro-Palestina, che partirà da piazza della Repubblica e terminerà in piazza Primo Maggio. Le forze dell’ordine monitoreranno il percorso per garantire la sicurezza dei partecipanti e scongiurare infiltrazioni violente.

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Gattuso: «Non si respira una bella aria»

Sul piano sportivo, il clima resta tutt’altro che sereno. «Non si respira una bella aria, ci sono tante pressioni», ha dichiarato il commissario tecnico Gennaro Gattuso, riconoscendo la complessità del momento. Il ct ha sottolineato che, nonostante le tensioni, «questa partita dobbiamo giocarla, altrimenti perderemmo 3-0 a tavolino».

Anche la risposta del pubblico risulta tiepida: su 25mila posti disponibili, sono stati venduti meno di 5mila biglietti. «Dentro lo stadio ci saranno cinquemila persone e fuori diecimila», ha aggiunto Gattuso, evidenziando la sproporzione tra tifosi e manifestanti.

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