Francesca Barra denuncia: «Su un sito per adulti le mie foto false create con l’intelligenza artificiale»

di Redazione

| 27/10/2025
La giornalista e conduttrice Mediaset vittima di immagini fake generate da IA. Indaga la Polizia postale.

«Ho scoperto ieri che su un sito per adulti circolano immagini di me nuda, generate con l’intelligenza artificiale». Con queste parole Francesca Barra, giornalista e conduttrice Mediaset, ha denunciato sui social la diffusione di foto fasulle che la ritrarrebbero in atteggiamenti intimi. Immagini mai esistite, ma create con software di intelligenza artificiale generativa, poi pubblicate su una piattaforma online scoperta come l’ennesimo sito sessista.

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La stessa Polizia postale ha confermato l’avvio di accertamenti sulla natura del sito, identificato come SocialMediaGirls.com, che da dicembre 2023 avrebbe raccolto e diffuso materiale simile su decine di personaggi pubblici: giornaliste, conduttrici, modelle e politiche.

Barra ha raccontato di aver provato «imbarazzo e paura» pensando ai figli e a chi avrebbe potuto imbattersi in quelle immagini. «Non è arte, non è una scelta personale, ma un abuso che marchia la dignità, la reputazione, la fiducia. È un furto dell’immagine e del corpo», ha scritto, sottolineando come le tecnologie, nate per il progresso, possano diventare armi di manipolazione e vergogna.

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La giornalista, che ha da poco discusso una tesi in criminologia sul cyberbullismo, ha spiegato di voler contribuire alla sensibilizzazione sul tema: «Il cyberbullismo non è un problema fra ragazzi, ma uno specchio delle nostre fragilità collettive». E ancora: «Nessuna donna dovrebbe trovarsi di fronte a un corpo inventato e sentirsi ferita due volte: nell’immagine e con l’impunità».

Nel secondo messaggio, Barra ha affrontato anche il tema del consenso: «Una donna che decide di mostrarsi nuda non è meno degna di rispetto o di protezione. Il vero nodo è il consenso». Poi l’appello: «Il silenzio non ci protegge, protegge chi abusa. La differenza la fa chi sceglie di non voltarsi dall’altra parte».

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