Crolla il ponte Hongqi in Cina: frana travolge la struttura inaugurata pochi mesi fa
di Davide Lonardi
Un crollo improvviso ha interessato il ponte Hongqi, nella provincia cinese dello Sichuan, dove una frana ha fatto collassare una parte dell’impalcato a pochi mesi dall’inaugurazione. La struttura, lunga circa 750 metri e parte dell’autostrada che collega Chengdu al Tibet, era stata chiusa lunedì dalle autorità dopo la comparsa di crepe sulla carreggiata e sui pendii circostanti. Una decisione che ha evitato vittime o feriti.
I video del momento del cedimento, ripresi rapidamente sui social cinesi e poi dai media internazionali, mostrano l’innesco di un movimento franoso sul versante adiacente al ponte. Le immagini rivelano lo scivolamento di un’intera porzione di pendio che compromette le pile terminali, generando la perdita di appoggio degli impalcati e il conseguente collasso di più campate in sequenza.
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La dinamica del cedimento
Secondo le prime analisi tecniche, il fenomeno può essere interpretato attraverso alcuni passaggi chiave. La frana si crea vicino all’estremità del ponte, dove un “pezzo di versante” si stacca dal terreno stabile a monte e inizia a scivolare. Resta da chiarire se la superficie di scorrimento abbia coinvolto anche le fondazioni delle pile o se queste fossero collocate fuori dalla zona instabile. La distinzione apre due scenari: un’instabilità naturale del pendio oppure una condizione aggravata dalle opere di costruzione.
Se il movimento franoso ha interessato anche le fondazioni, la spinta orizzontale avrebbe provocato spostamenti e cedimenti tali da far perdere l’appoggio degli impalcati, che sono poi crollati. Il collasso si è propagato fino alle campate progettate “a mensola”, che hanno retto grazie a uno schema statico più ridondante.
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Le cause: contesto geologico sotto osservazione
Stabilire se il ponte fosse progettato in modo inadeguato è, al momento, impossibile. La perdita di un appoggio può generare cedimenti anche in opere correttamente dimensionate. Il nodo principale sembra essere il contesto geologico: l’area è nota per la forte attività sismica e per la presenza di pendii instabili, sensibili a piogge intense o modifiche al suolo. È la stessa regione colpita nel 2008 da un sisma di magnitudo 7.9 che causò 69000 morti.
Per comprendere le responsabilità, saranno necessarie indagini geotecniche approfondite sulla natura dei terreni, sulle condizioni originarie del versante e sulle eventuali perturbazioni introdotte dal cantiere. Solo un’analisi combinata di progetto, fondazioni e geologia potrà chiarire perché un’infrastruttura inaugurata ad aprile sia collassata così rapidamente.
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