Meloni lancia il 2026: «Sulla sicurezza risultati non sufficienti, ora si cambia passo»
Redazione
Quasi tre ore di confronto e quaranta domande per tracciare la rotta di un anno che la premier Giorgia Meloni definisce decisivo. Nel corso della tradizionale conferenza stampa di inizio anno alla Camera, il presidente del Consiglio ha ammesso che, nonostante le 30mila assunzioni tra le forze dell’ordine e il calo dei reati del 3,5% nel 2025, i risultati sulla sicurezza non sono ancora considerati soddisfacenti. Per il 2026 l’obiettivo è un netto cambio di passo, con nuove misure mirate a contrastare il fenomeno delle baby gang e il porto d’armi da taglio tra i minori.
Lo scontro con la magistratura
Un passaggio centrale della conferenza ha riguardato il rapporto con l’ordine giudiziario. Meloni ha rivolto un appello affinché governo, polizia e magistratura lavorino nella stessa direzione, lamentando come spesso le decisioni delle toghe rendano vano il lavoro del Parlamento. Citando i casi dell’imam di Torino e di recenti fatti di cronaca nera, la premier ha sottolineato come la mancata convalida di espulsioni o arresti mini la percezione di sicurezza dei cittadini. Il clima di tensione verso il settore si riflette anche sulla data del referendum sulla separazione delle carriere, che verrà ufficializzata nel prossimo Consiglio dei ministri: la data più probabile è quella del 22 e 23 marzo.
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Focus sul Veneto: il caso Alberto Trentini
Ampio spazio è stato dedicato alla politica estera e alla situazione in Venezuela. Meloni ha espresso fiducia dopo i primi segnali di pacificazione giunti da Caracas, ma ha voluto rassicurare personalmente la famiglia di Alberto Trentini, il cooperante veneto detenuto da oltre 400 giorni. «Continueremo a occuparci di Trentini finché la madre non riabbraccerà suo figlio», ha dichiarato il presidente, confermando la mobilitazione di tutti i canali diplomatici e di intelligence per risolvere una vicenda che tocca da vicino la comunità veneta.
Scenari internazionali e riforme
Sul fronte ucraino, la premier ha ribadito che l’invio di soldati italiani non è necessario, puntando tutto sulla deterrenza e su garanzie di sicurezza simili a quelle della Nato. Parallelamente, ha smentito le ipotesi di un appoggio a eventuali azioni militari degli Stati Uniti in Groenlandia. Per quanto riguarda l’agenda interna, oltre al piano casa da 100mila appartamenti, Meloni ha blindato la tenuta della coalizione di centrodestra, escludendo il voto anticipato e confermando l’intenzione di arrivare a fine legislatura per presentarsi al cospetto degli elettori con il bilancio completo del proprio operato.
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