Assegno unico 2026: tra nuovo Isee-bis e scadenze per gli arretrati
Redazione
Il 2026 segna l’introduzione di cambiamenti strutturali per l’Assegno unico. La legge di Bilancio ha previsto un indicatore economico più favorevole per le famiglie con figli, mentre l’INPS ha chiarito tempi e modalità di erogazione del contributo nei primi mesi dell’anno.
Dal 1° gennaio è operativa una nuova modalità di calcolo dell’Isee, valida però solo per cinque prestazioni, tra cui l’assegno unico. Il cosiddetto “Isee-bis” affianca l’indicatore ordinario e incide direttamente sugli importi riconosciuti ai beneficiari. La novità più rilevante è l’innalzamento della franchigia sull’abitazione principale, che sale a 91.500 euro e raggiunge i 120mila euro nei Comuni capoluogo delle Città metropolitane.
Il nuovo sistema di calcolo introduce inoltre un incremento di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo e l’applicazione di una scala di equivalenza più generosa, ridefinendo i parametri economici e rendendo il calcolo dell’indicatore più favorevole soprattutto per i nuclei numerosi.
Pagamenti di gennaio e calendario 2026
Per l’assegno unico, le mensilità di gennaio e febbraio 2026 continuano a essere calcolate sull’Isee valido al 31 dicembre 2025. I pagamenti di gennaio sono previsti tra il 21 e il 22 del mese per le prestazioni in corso che non hanno subito variazioni. Il calendario stabilito dall’INPS proseguirà poi regolarmente fino a dicembre, con accrediti concentrati tra la terza e la quarta settimana di ogni mese.
Isee, scadenze e rischio importo minimo
Il nodo centrale resta però il rinnovo dell’Isee. Entro il 28 febbraio 2026 va presentata la Dichiarazione sostitutiva unica (DSU): in assenza di un Isee aggiornato, da marzo l’assegno viene erogato con l’importo minimo di circa 58 euro mensili per figlio. È prevista una seconda finestra fino al 30 giugno per effettuare il ricalcolo e ottenere il riconoscimento degli arretrati. Oltre quella data, le somme non erogate non saranno più recuperabili.
Più risorse e aumenti contenuti
Sul fronte finanziario, la manovra stanzia 465,5 milioni di euro per la riforma dell’Isee nel 2026, di cui 340 milioni destinati all’assegno unico. L’intervento non mira ad ampliare la platea dei beneficiari, ma ad aumentare gli importi già riconosciuti. Secondo le stime tecniche, circa 2,64 milioni di figli beneficeranno di un incremento medio pari a 10 euro mensili.
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