Recarsi in aeroporto in maniera facile e veloce: come fare

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Malgrado i viaggi aerei siano da sempre il modo migliore per spostarsi, soprattutto nelle tratte particolarmente lunghe – e non solo per ragioni di durata del viaggio –, imbarcarsi sul proprio volo di pertinenza rimane, per molti viaggiatori, un’operazione tanto farraginosa quanto stressante. Ma mentre le operazioni di imbarco vere e proprie, per quanto lunghe e talvolta faticose, hanno una configurazione tale in quanto soggette a una serie di procedure finalizzate al rispetto di determinati standard di sicurezza, sono le operazioni cosiddette “accessorie” a gravare in maniera determinante sull’umore del viaggiatore.

Tra queste operazioni, quella che in molti reputano la più inutilmente dispendiosa – in termini di tempo, denaro, energie o di una somma di due o più di questi parametri – è costituita dal raggiungimento stesso dell’hub di partenza. O al contrario, dell’allontanamento dall’aeroporto di arrivo in direzione della propria residenza o del proprio alloggio. Ciò può dipendere solo in parte dal fatto che gli aeroporti si trovano generalmente a una certa distanza dai centri abitati: molto dello stress dei viaggiatori deriva da atri fattori, dal momento che ogni modalità di avvicinamento all’aeroporto comporta delle controindicazioni. Tuttavia, va altresì segnalato che, almeno in un caso, la soluzione è molto più a portata di mano di quanto si tenda a pensare.

Esaminiamo la questione più nel dettaglio. Fondamentalmente, esistono quattro modi – corrispondenti a quattro mezzi diversi – di raggiungere un aeroporto.

1. Tramite auto di proprietà. Si tratta, in teoria, del modo più agevole, dal momento che ci permette di non essere dipendenti da mezzi di trasporto che non possiamo gestire direttamente, se non fosse per l’inconveniente comune a molti parcheggi situati nelle aree immediatamente adiacenti all’aeroporto: spesso poco capienti, non sempre custoditi, privi di servizi accessori, tendenzialmente costosi. Una piaga che affligge tanto la grande metropoli quanto la cittadina di medie dimensioni: se, ad esempio, avete mai provato a cercare parcheggio all’Aeroporto di Verona, sapete di cosa parliamo. Eppure, utilizzando siti di comparazione tra diverse aree parking nei dintorni degli aeroporti, come ad esempio Parkos, si può facilmente separare il grano dal loglio, e di conseguenza selezionare solo i parcheggi dotati dei servizi che ci interessano da vicino (nonché di tariffe quantomeno accessibili).

2. Tramite taxi. È l’altro sistema che presuppone l’utilizzo di un’automobile, veicolo sufficientemente agile e rapido da consentire un relativo alleviamento dello stress da viaggio. A patto, ovviamente, di essere disposti a pagare le tariffe d’ordinanza (spesso tutt’altro che contenute).

3. Tramite autobus. Sono ben pochi al mondo, al giorno d’oggi, quegli aeroporti – compresi quelli locali o regionali – che non prevedono almeno una linea di bus in funzione che transiti nei suoi paraggi. Di sicuro si tratta della modalità più economica: peccato che spesso e volentieri la puntualità non sia tra le prerogative principali di tali mezzi di trasporto, e il rischio di rimanere in balia dei loro ritardi è alto.

4. Tramite treno o metropolitana. Anche il trasporto su ferro dovrebbe, di norma, lambire i confini di un aeroporto, quando non addirittura introdurvisi all’interno. Questa, forse, rappresenterebbe la soluzione ideale, il giusto compromesso tra efficienza, rapidità e costi contenuti. Ma anche in questo caso, se c’è uno sciopero come si fa? Diciamo che, a scanso di equivoci, mantenere un sito come Parkos tra i preferiti del proprio Internet browser rappresenta una precauzione da non sottovalutare.