Qualità aria, Bottacin: “sindaci disinformati”

Dopo la dichiarazione congiunta di alcuni sindaci del Veneto, tra cui anche quello di Verona, l’assessore regionale all’Ambiente Gianpaolo Bottacin ha ribattuto sostenendo che la regione, per quanto riguarda il Piano Aria, ha già avviato il 90% delle misure previste

“Il 90% delle misure previste dal nostro Piano Aria è stato attivato ed è partito”. Questa la risposta dell’assessore all’Ambiente Gianpaolo Bottacin, in seguito alle dichiarazioni congiunte dei sindaci di Verona, Belluno, Padova e Rovigo, che chiedevano alla Regione di fare la loro parte nell’accordo, attraverso interventi come una campagna informativa, investimenti nel trasporto pubblico locale e la riduzione del bollo auto. I livelli medi annuali di inquinanti nell’aria, come biossido di azoto e PM10, dal 2005 sarebbe sceso, stando al rapporto della Regione, viaggiando oggi di poco al di sotto dei limiti.

L’assessore ha ricordato poi che pende sull’Italia una procedura di infrazione per i valori 2006 e 2007 di smog che vede nel bacino padano l’area di maggior criticità. Ma per quanto riguarda il Veneto, grazie alle misure messe in atto, il valore medio (quello che conta veramente anche dal punto di vista sanitario) dei livelli degli inquinanti, a partire dai pm10, negli ultimi dieci anni è calato del 40%.

“Ciò non significa che possiamo abbassare la guardia – ha detto Bottacin – perché sforamenti se ne registrano ancora. Con il ministro Galletti abbiamo convenuto di procedere assieme e nel 2017 è stato firmato l’accordo per il bacino padano che prevede di uniformare le regole per la limitazione delle emissioni in atmosfera, facendo tesoro delle azioni previste dai Piani Aria già adottati in quel momento dal Veneto e dalla Lombardia. L’accordo viene poi declinato nei Comitati di Indirizzo e Sorveglianza che a livello regionale sovrintendono alla materia con la presenza, tra altro, proprio dei sindaci dei comuni capoluogo. Spetta infatti ai sindaci la potestà di emanare ordinanze, non alle Regioni”.

“L’accordo che va a regime quest’anno – ha spiegato Bottacin – prevede una serie di impegni per i soggetti sottoscrittori. E noi abbiamo investito e investiamo ancora in treni di nuova generazione, autobus a basso impatto ambientale, bike sharing, rottamazione di vecchi autoveicoli e vecchie stufe, campagna informativa e cartellonistica comunale. A breve vareremo incentivi per la rottamazione anche di veicoli commerciali. Complessivamente si può stimare che abbiamo impegnato nei diversi settori risorse per circa 300 milioni in tre anni. Ma il bollo auto resta una competenza del governo”.

Con l’accordo per il bacino padano il ministero si impegnava a cofinanziare le azioni delle Regioni in termini paritari, ma finora non è arrivato nessun finanziamento. Il Veneto, sul fronte ambientale, si aspetta un importo per il 2017 di circa 2 milioni di euro, a cui andranno ad aggiungersi gli impegni di spesa avviati quest’anno.