Maltempo in Veneto, oltre 382 milioni per gli interventi alla Regione

Il Commissario Luca Zaia ha presentato ieri a Venezia il dettaglio degli interventi che saranno messi in campo nel corso del 2019 nei territori colpiti dal maltempo dello scorso autunno. Un Piano -inviato anche alla Protezione Civile nel quale è previsto un finanziamento triennale di oltre 927 milioni di euro, dei quali oltre 382 milioni da investire nel 2019 per opere di difesa della costa, opere di difesa idrogeologica e sistemazione idraulica.

 

“Siamo pronti ad aprire 350 cantieri per realizzare opere per 309 milioni di euro solo da qui a fine anno in tutte le province venete colpite dal maltempo dello scorso autunno – spiega Luca Zaia, Commissario delegato ai primi interventi urgenti di Protezione Civile – cifra che va a sommarsi agli oltre 100 milioni di euro di interventi d’urgenza già portati a termine o avviati. È uno sforzo enorme, ma solo in questo modo possiamo ridare alle nostre montagne, soprattutto quelle del bellunese, risorse ed energie necessarie a alla ripresa” ha aggiunto.

In dettaglio sono previste opere pari a 190.304.966 € in provincia di Belluno28.750.000 € in provincia di Venezia, 26.563.000 € in provincia di Vicenza (opere di difesa idrogeologica 10 milioni €), 23.345.000 € in provincia di Rovigo (dei quali 7.500.000 € per difesa della costa), 18.646.000 € in provincia di Treviso (sistemazioni idrauliche), 15.122.000 € in provincia di Verona e 10.219.000 € in provincia di Padova (con opere di difesa idrogeologica e sistemazione idraulica pari a 5.069.000 €). A queste si sommano 72.350.000 € di opere di interesse regionale come, ad esempio, il piano vivaistico (900.000 €) e la sistemazione della rete acquedottistica (2.800.000 €) che vanno ad interessare più territori in differenti province.

Il Piano che il Commissario presentato e inviato al Dipartimento di Protezione Civile nazionale tiene conto degli interventi segnalati dai Soggetti Attuatori e contrattualizzabili entro il 30 settembre 2019. L’elenco di interventi considera la necessità di garantire la maggiore e più efficace messa in sicurezza dei boschi e dei versanti esposti a frane e valanghe, la rimozione dell’enorme quantità di materiale solido trasportato dai corsi d’acqua nel corso dell’evento di fine ottobre 2018, la necessità di garantire la sicurezza idraulica dei principali fiumi e quella di procedere alla rapida rimozione del legname abbattuto per motivi fitosanitari.

I cantieri che saranno aperti nel corso dell’anno nei territori colpiti dalla tempesta Vaia superano i 309 milioni di euro, a cui si sommano i circa 100 milioni di opere già concluse o avviate, anche ricorrendo ad altre ordinanze di finanziamento ministeriale. Si tratta ad esempio di opere di viabilità (la viabilità è stata ripristinata grazie a 105 cantieri nel bellunese e 30 fra le province di Treviso e Belluno) e mappatura del rischio valanghe (identificate 86 nuove aree di rischio).

Per quanto riguarda la pulizia boschi saranno aperti, in aggiunta a quelli già attivi, centinaia di cantieri, un numero da definire dopo il disgelo, perché al momento non si è ancora entrati in moltissime aree nei 30mila ettari colpiti da Vaia. La cifra di 2.500.000 di metri cubi di materiale schiantato, frutto del primo monitoraggio, è destinata ad aumentare perché con la fine dell’inverno si entrerà nei boschi.