Al via il convegno Fai dedicato a “Il futuro dei paesaggi”

Si terrà giovedì 22 novembre alle ore 15.00, l’evento dedicato al paesaggio organizzato dalla delegazione FAI di Verona sotto l’egida della Presidenza del Fai Veneto. Il convegno intitolato “Il futuro dei paesaggi“, che si terrà nella sala conferenze del Museo di Storia Naturale di Verona, si colloca all’interno del “tour” di promozione della conoscenza della Carta Nazionale del Paesaggio che il FAI sta sostenendo, in tutta Italia, grazie alla disponibilità di Ilaria Borletti Buitoni, ospite d’onore della serata.

La “Carta nazionale del paesaggio” è frutto del lavoro di Ilaria Borletti Buitoni, prodotto durante il suo mandato di sottosegretario al Ministero dei beni e delle attività culturali con delega al paesaggio e svolto con l’Osservatorio nazionale per la qualità del paesaggio e dalla sua segreteria tecnica con la fattiva collaborazione di diversi soprintendenti e funzionari del Ministero. La carta si rivolge a tutti coloro che hanno responsabilità di governo ai diversi livelli istituzionali indicando una strategia nazionale per il paesaggio ed è dedicata alla memoria di Giuseppe Galasso, promotore della legge che ne porta il nome, la “L. 8 agosto 1985, n. 431”, oggi recepita all’interno del Codice dei beni culturali e del Paesaggio.

Il merito della legge Galasso è stata quella di dotare il sistema della tutela del patrimonio culturale italiano di una norma funzionale alla tutela del paesaggio e dei territorio volta a proteggerli per le proprie connotazioni geografiche e non solo con un giudizio meramente estetico. In molti casi, tuttavia, fu disattesa e non applicata nella sua piena potenzialità e, alla luce degli avvenimenti disastrosi di questi giorni, si comprende quanto improvvide siano state le amministrazioni che non sono riuscite ad applicarla con efficacia nei loro territori di competenza. La distruzione dei paesaggi non è solo questione estetica, ma è momento essenziale per la tutela delle comunità che vivono ed operano nel territorio nazionale con le loro diverse e fondamentali peculiarità.

Il paesaggio è frutto del lavoro e della storia di una comunità, è un valore fondante della sua identità. La continua modificazione del paesaggio rispecchia come una società sa evolversi e arricchirsi nel tempo, ma affinché tali azioni siano positive, incrementando la qualità di vita, il valore e il significato di quegli specifici luoghi, è indispensabile la conoscenza dei suoi caratteri costitutivi, delle innumerevoli relazioni intrecciatesi nella sua storia, delle diversità spaziali e del susseguirsi delle forme culturali.

La cultura è un bene comune. Il paesaggio è un bene comune. Così come l’acqua garantisce la sopravvivenza al genere umano, il paesaggio permette all’uomo di ritrovarsi nel proprio luogo identitario e di confrontarsi con le altre identità.

Nel convegno, che verrà aperto da Annamaria Conforti Calcagni della delegazione FAI di Verona e a cui parteciperanno l’assessore alla cultura Francesca Briani e l’assessore all’urbanistica-ambiente Ilaria Segala, i temi del paesaggio e dell’acqua verranno trattati, con particolare riguardo al territorio veronese, da diversi punti di vista in modo transdisciplinare così come oggi deve essere la conoscenza.

La scelta di leggere il paesaggio veronese attraverso l’elemento dell’acqua è legata alla campagna #salvalacqua proposta dal FAI per evidenziare il ruolo eccezionale che svolge per l’intera umanità, sia come elemento di prosperità economica e sociale, sia come elemento indispensabile per gli ecosistemi naturali e la regolazione del clima ed infine come fattore importante nella definizione di uno specifico paesaggio.

Verranno esaminati l’aspetto normativo, così come quello geografico-urbanistico, naturalistico-ambientale e artistico, con uno sguardo sempre rivolto alla storia perché solo un’analisi che parte dal passato, ci permette di comprendere compiutamente le trasformazioni nella loro complessità ed interrelazioni e non solo in termini specialistici. Ciò permette la comprensione dei valori fondanti del paesaggio e la loro trasmissione alle future generazioni, noi siamo i custodi dei luoghi per i nostri nipoti.

Chiuderà la tavola rotonda Ilaria Borletti Buitoni che tratterà il tema “Il paesaggio come contesto: oltre la carta nazionale del paesaggio”, ricordandoci che il paesaggio non è solo un elemento di studio specialistico, ma è la conoscenza e cultura diffusa che permea i luoghi in cui viviamo.