Veronetta riscoperta grazie a Verona Minor Hierusalem

Circa un centinaio di persone hanno partecipato ieri pomeriggio al pellegrinaggio urbano di Verona Minor Hierusalem tra le strade e cinque chiese di Veronetta aperte dai volontari. Una vera riscoperta di una delle zone meno conosciute della città.

Un pellegrinaggio urbano per scoprire cinque chiese meno conosciute di Verona nel III itinerario aperto dai volontari di Verona Minor Hierusalem: “Rinascere dal Cielo. Tra le note di Mozart e una nave di Santi”. I partecipanti sono stati accompagnati nelle chiese di S. Tomaso Cantuariense, SS. Nazaro e Celso, S. Paolo, S, Maria del Paradiso e Santa Toscana.

“Nell’ambito delle attività di Verona Minor Hierusalem – spiega Paola Tessitore, responsabile del Progetto Verona Minor Hierusalem – si sviluppano due tipologie di proposta: i pellegrinaggi urbani e i percorsi culturali in sinergia con il territorio, nei quali vengono valorizzate non solo le chiese tenute aperte dai volontari VMH ma vengono anche riscoperti monumenti, palazzi, edifici artistici gestiti dalle istituzioni, enti o privati. Entrambe le proposte sono aperte alla città. I pellegrinaggi urbani prevedono una doppia chiave di lettura, con la presenza di una guida turistica per illustrare gli aspetti storico artistici del patrimonio e di un animatore spirituale per suggerire uno sguardo profondo attraverso la spiritualità nell’arte. La complementarietà tra animatore spirituale e guida turistica porta a un’armonia che caratterizza il pellegrinaggio urbano della VMH. Con l’apertura del terzo itinerario si è allargata la proposta culturale sul territorio e attualmente VMH sta cercando nuovi volontari: si tratta di un volontariato culturale che cerca appassionati d’arte e di relazioni ma non necessariamente già competenti, perché saranno poi formati da VMH”

“L’itinerario ‘Rinascere dal Cielo’ si sviluppa in una parte della città definita in modo dispregiativo dai francesi Veronetta ovvero piccola Verona – spiega Katia Benedetti, guida turistica – In realtà, il percorso mette in luce come la zona sia stata per secoli molto popolata, importante per i commerci, per le attività artigianali e per i notevoli edifici religiosi che dal punto di vista storico-artistico non hanno nulla da invidiare a luoghi cittadini di maggiore notorietà. Basta ricordare come nella chiesa di S. Tomaso , oltre a pregevoli opere di vari artisti veronesi, sia presente l’organo che il giovane Mozart suonò il 7 gennaio 1770 o come, a San Paolo in Campo Marzo sia custodita la Pala Marogna del rinomato pittore Paolo Caliari detto il Veronese. E poi che dire dell’unicum rappresentato dal più ricco reliquiario europeo che conserva oltre 30 mila reliquie all’interno di S. Maria del Paradiso o della chiesa di SS. Nazaro e Celso dove spiccano l’architettura e gli affreschi della cappella di S. Biagio , elegante esempio del rinascimento veneto? Non da ultimo, la chiesa del Santo Sepolcro, oggi conosciuta come Santa Toscana, in cui si trova un importante Compianto ligneo davanti al quale molti fedeli hanno sostato nei secoli passati in meditazione e preghiera”.

“L’itinerario della VMH “Rinascere dal Cielo. Tra le note di Mozart e una nave di Santi” è certamente quello più sfidante ma nel contempo estremamente affascinante – spiega suor Vania Doro, Orsolina FMI, animatrice spirituale. I pellegrini hanno potuto intraprendere un viaggio spirituale alla scoperta del patrimonio artistico, storico, culturale e di fede del quartiere di Veronetta. La musica, arte gravida di spirito celeste, accompagna il percorso che conduce alla chiesa del Santo Sepolcro (oggi santa Toscana) dove ci si pone in ascolto della bella notizia che l’angelo disse alle donne: “Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. E’ risorto”> (Mt 28,5-6). Partiti da San Tomaso, pellegrini assieme alla Maddalena, scopriamo che siamo fatti per il cielo e, il luogo che apparentemente è luogo di morte, è in realtà luogo di vita nuova, di rinascita…dal cielo. Sulle note di Mozart salpiamo e ci mettiamo in viaggio con la leopardiana certezza che “il naufragar m’è dolce in questo mare”!”.