Scomparsa di Lonardi, il ricordo del direttivo ANCE
Una lettera a un caro amico. Inizia così il testo che riportiamo di seguito, scritto e condiviso da tutto il direttivo di Ance Verona e dal suo presidente Carlo Trestini. Troppo grande il dolore oggi, giorno del funerale, per la perdita di Attilio Lonardi, vicepresidente vicario dell’associazione, prematuramente scomparso nei giorni scorsi.
Nella foto di copertina il compianto Attilio Lonardi, insieme al presidente Ance Verona Carlo Trestini e al presidente di Ance Nazionale Gabriele Buia.
Se n’è andato un grande amico.
E’ incolmabile il vuoto che ha lasciato Attilio Lonardi, sia nella sfera privata che in quella professionale, come imprenditore e come figura di riferimento nella vita associativa.
Lui credeva in Ance Verona, ne è entrato a far parte prima nel Gruppo Giovani, poi poco più che trentenne nel Consiglio Direttivo e negli ultimi anni Vice Presidente all’Edilizia Privata e Vice Presidente Vicario. Attilio fin da subito credeva nelle potenzialità che una associazione come la nostra può dare e non aveva paura del cambiamento. Anzi, era un precursore, un imprenditore illuminato.
Persona preparata e sempre disponibile al dialogo per trovare la soluzione di problemi sia con i suoi colleghi costruttori che con le Pubbliche Amministrazioni in qualsiasi settore, soprattutto in merito alla delicata materia urbanistica.
L’impresa Lonardi, che vanta più di 100 anni di storia, fa parte del sistema associativo fin dalla nascita di Ance Verona, nel lontano 1946, prima con il nonno Attilio, poi con il padre Luigi. L’ Impresa ha sempre saputo rinnovarsi ed accogliere le richieste del mercato, e per questo non sono mancati i riconoscimenti da Ance Nazionale. Ma Attilio amava Verona, lui puntava a far crescere la nostra città, ha contribuito a creare un nuovo modo di fare impresa e diventare modello innovativo. Questo si vede dalle numerose opere all’avanguardia che ci ha lasciato sull’intero territorio scaligero.
Attilio, un amico, un imprenditore, un signore, ma soprattutto un uomo legato alla famiglia e ai valori umani. Quante volte lo abbiamo sentito parlare della moglie e lo abbiamo visto emozionato quando raccontava di quanto era orgoglioso dei suoi figli. Dai suoi occhi traspariva tutto il suo sentimento per la famiglia che aveva creato ma anche per quella d’origine. Parlava spesso del padre Luigi e lo ringraziava per suoi insegnamenti.
Ed oggi, siamo noi a ringraziare Attilio, l’amico e l’imprenditore, per la sua correttezza, la sua disponibilità per gli altri, la sua umanità: di fronte a tutto questo è difficile farsi una ragione del perché certe cose accadano.
Crediamo però che Attilio sarà sempre vicino alla sua splendida famiglia e, perché no, anche a tutti noi imprenditori che abbiamo avuto la fortuna di incontrarlo. Abbiamo la certezza che ci sta guardando tutti dall’alto, che ci sta proteggendo e che in un modo o nell’altro ci farà sentire sempre la sua presenza.
Un grande abbraccio da Carlo, dai tuoi amici Consiglieri e da tutta la struttura di Ance Verona.

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