È finita l’odissea per le bollette a 28 giorni
La vicenda è partita più di un anno e mezzo fa, con la delibera n. 498/17/CONS del 19 dicembre 2017 dell’Agcom. Il periodo di riferimento va da giugno 2017 fino alla primavera 2018. In questi mesi le compagnie telefoniche hanno messo mano alla finestra temporale di riferimento del contratto, portandola a 28 giorni. Il guadagno è presto fatto: una mensilità in più a carico dell’utente.
Una prima sentenza del Tar aveva censurato questa pratica, imponendo le restituzioni degli importi entro il 31 dicembre 2018. Vano il ricorso di alcuni tra i maggiori operatori. Ora, stima il Codacons, dovranno restituire una cifra che va tra i 30 e i 50 euro ad utente.
«Gli importi sono bassi, è più una questione di principio, che un reale problema – spiega Carlo Battistella di Adiconsum Verona -. Si configura un ingiustificato arricchimento della compagnia telefonica più che un impoverimento del singolo utente.»
«La modalità del rimborso – continua Battistella – è quella della compensazione: le compagnie andranno ad accreditare sulla bolletta successiva quello che l’utente ha pagato in più. La questione è esplosa per la fatturazione delle classiche bollette telefoniche, che da sempre hanno cadenza mensile.»
La recente sentenza, quindi, riguarda solo questi casi, senza alcun riferimento specifico alla tariffazione ricaricabile. Aspetto, dunque, che resta da chiarire. Allo stesso modo, risulta incerta la situazione di coloro che nel frattempo hanno cambiato operatore. «Non si può più compensare, – commenta Battistella – il rapporto è cessato. Bisognerà o attendere una specifica pronuncia dell’Agcom o estendere per analogia quella che è già stata emanata.»
Il Consiglio di Stato ha messo, almeno in parte, la parola fine all’annosa vicenda per la telefonia. Il problema, però, come spesso accade, sta nel cuore dell’ordinamento giuridico. «Ogni volta – spiega Carlo Battistella – che stipuli un contratto con una compagnia telefonica, questa in base all’art. 70 del Codice delle Comunicazioni elettroniche può modificare unilateralmente il contratto. In qualsiasi momento le condizioni contrattuali possono cambiare. L’utente può recedere gratuitamente, ma quando stipula un accordo non sa quanto durerà. Potrebbe anche durare un giorno paradossalmente, anche se sulla carta l’offerta si presenta come invariabile.»
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