Allerta ozono a Verona, a rischio anziani e cardiopatici
Ieri a Belluno, Verona, Treviso e Padova nove centraline dell’aria di Arpa Veneto hanno registrato il secondo giorno di superamento della “soglia di informazione” della concentrazione di ozno nelle fasce più basse dell’atmosfera.
«A Verona, in particolare,si è registrato il valore di 280 microgrammi per metro cubo di ozono, laddove il tetto della “soglia di allarme” – che implica il rischio per la salute umana estesa a tutta la popolazione – è di 240 microgrammi/mc» ha spiegato il responsabile Osservatorio Aria di Arpa Veneto Salvatore Pappi.
Ma il picco assoluto per il Veneto ( e per lo stesso Comune in cui il dato è stato registrato) degli ultimi cinque anni è stato raggiunto da Bosco Chiesanuova, con un valore di ben 334 microgrammi/mc. Per paradosso infatti, l’ozono si produce in quantità maggiori nelle zone a basso inquinamento» ha proseguito il chimico.
L’ozono, gas formato da tre atomi di ossigeno, in natura si trova in concentrazioni rilevanti negli strati alti dell’atmosfera terrestre, dove protegge dalla radiazione ultravioletta. Negli strati bassi dell’atmosfera (troposfera) , invece, è presente in basse concentrazioni.
In presenza di ossidi di azoto e composti organici volatili, durante il periodo estivo può esserne indotta la formazione, aumentandone la concentrazione con effetti dannosi alle vie respiratorie delle persone.
Le temperature sopra la media degli ultimi giorni hanno favorito la formazione di ozono con superamento della soglia di informazione, pari a 180 microgrammi per metro cubo, che la normativa definisce come il “livello oltre il quale sussiste un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata per alcuni gruppi particolarmente sensibili della popolazione” ad esempio anziani, bambini, donne in gravidanza, persone affette da disturbi respiratori.
I consigli in questi casi? Evitare le attività sportive faticose e l’esposizione al sole nelle ore più calde, tra le 12 e le 18.
Oggi le temperature in Veneto dovrebbero scendere e con esse la quantità di ozono nell’aria. riducendo i rischi respiratori e cardiaci per le fasce più deboli della popolazione.
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