Sblocca Cantieri, approvato il testo definitivo, tra luci e ombre
Bissoli: «Troppe modifiche in soli 3 anni, serve “tregua normativa” per riordinare insieme e definitivamente la legislazione di settore»
Nella tarda serata di ieri, la Camera ha approvato con voto di fiducia il maxiemendamento “Sblocca Cantieri”, il cui testo, secondo Confartigianato, contiene luci e molte ombre, nel suo impatto sul Codice degli appalti. In particolare, per le Pmi, preoccupa il termine del 2020 che rischia di vanificare le novità introdotte.
«La riforma – rilevano in Confartigianato Imprese Veneto – è apprezzabile quando amplia il ricorso all’affidamento diretto fino a 150mila euro e reintroduce l’utilizzo della procedura negoziata fino a un milione di euro per i lavori, quando prevede il subappalto fino al tetto del 40% ed infine il 30% di ribasso del limite di prezzo nell’offerta economicamente più vantaggiosa.
«Ma contiene anche una insidia molto preoccupante – aggiungono – la data di scadenza. Il 2020 è la dead line fissata per la decadenza di modifiche importanti come la possibilità per i singoli comuni di emanare bandi di gara senza utilizzare la Centrale di Committenza; la possibilità, per i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, di essere avviati anche con il solo progetto definitivo e non quello esecutivo e la sospensione dell’Albo dei Commissari di gara, e soprattutto, l’eliminazione definitiva dell’obbligo di individuazione della terna di subappaltatori».
“Sempre in riferimento al subappalto – afferma Luciano Garonzi, presidente di Confartigianato Costruzioni Verona – preoccupa il mancato accogliemento della richiesta di permettere a chi partecipa alla medesima gara, e non la vince, di fare da subappaltatore a chi invece l’ha vinta. Si dovranno purtroppo fare i conti con piccole realtà che hanno bandito le ultime gare con le procedure pregresse: lo sblocca cantieri infatti non indica come comportarsi in questi casi. Inoltre, non viene alleggerita la responsabilità del Responsabile Unico del Procedimento, che difficilmente applicherà le deroghe sapendo che ne dovrà rispondere di persona anche dopo il 2020».
In tale quadro giuridico sono più le incertezze che le certezze che lasciano gli operatori del settore perplessi sulla reale efficacia “sbloccante” di tale norma.
«Il Testo Unico è stato oggetto di fin troppe modifiche negli ultimi tre anni – conclude Andrea Bissoli, presidente di Confartigianato Imprese Verona – e a questo punto riteniamo necessaria una “tregua normativa” che porti a un riordino della legislazione di settore, anche attraverso l’istituzione di un tavolo di confronto sulla riforma del Codice degli appalti che coinvolga stazioni appaltanti e rappresentanti del mondo dell’impresa, per arrivare a un quadro condiviso utile a far ripartire il mercato dei lavori pubblici e a favorire l’accesso delle piccole imprese a questo mercato. Confartigianato confida che la necessità di emanare al più presto il nuovo regolamento attuativo del Testo Unico Appalti rappresenti l’occasione per costituirlo».
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