Un vino veronese premiato al Decanter World Wine Awards
Medaglia Best in Show con un totale di 97 punti per l’Amarone della Valpolicella Docg Classico Vigneti di Jago 2013 Domìni Veneti. Un premio prestigioso assegnato durante il concorso Decanter World Wine Awards. La manifestazione, giunta alla sua 16° edizione, è riconosciuta a livello internazionale per l’affidabilità del rigoroso processo di degustazione e selezione alla cieca.
Quest’anno, sono stati giudicati oltre 16.500 vini da 280 tra i più autorevoli esperti e professionisti del wine business provenienti da 30 Paesi, inclusi 70 Master of Wine e 23 Master Sommelier. Oltre all’Amarone Jago 2013 Domìni Veneti di Cantina Valpolicella Negrar (Veneto), gli altri quattro vini italiani Best in Show sono Mumelter Riserva Cabernet 2016 di Cantina Bolzano (Alto Adige), Kalimera 2017 di Cenatiempo (Campania), Chianti Classico Riserva 2016 di Cigliano (Toscana), Sorano Piedmont Barolo 2015 di Claudio Alario (Piemonte).
«È un onore per la cantina e i 230 soci sapere che un concorso enologico così prestigioso come è quello organizzato da Decanter abbia valutato uno dei nostri vini Amarone tra i migliori cinque vini italiani e tra i migliori cinquanta vini al mondo, è un’ulteriore conferma della bontà della scelta fatta trent’anni fa dalla cantina cooperativa di ricercare la qualità con la creazione della linea Domìni Veneti, a cui appartiene anche il vino premiato», ha commentato Renzo Bighignoli, presidente di Cantina Valpolicella Negrar.
L’Amarone premiato nasce nella vallata di Negrar, nel cuore della Valpolicella Classica, su vigne a pergoletta veronese piantate su terrazzamenti a secco tra i 200/250 metri s.l.m. a Jago, microarea di valore vocata a produrre grandi vini di struttura. La vendemmia a mano avviene tra settembre e ottobre, dopodiché le uve vengono fatte appassire in fruttaio per 100/120 giorni e pigiate tra dicembre e gennaio. Dopo una prima permanenza in barrique, l’affinamento avviene in grandi botti di rovere e poi in bottiglia. Di un rosso rubino intenso impenetrabile, al naso si presenta complesso, con profumi speziati e sentori di vaniglia; il sapore è corposo, con tannini dolci che conferisco morbidezza assieme agli aromi di frutta secca, spezie e tabacco.
Particolare è l’annata di produzione del vino, come racconta Daniele Accordini, Dg ed enologo della cantina: «Il 2013 era partito sottotono, riprendendosi cammin facendo. Una buona distribuzione di piogge e neve invernali consentirono un importante accumulo di riserve idriche nel suolo, ma l’andamento freddo e piovoso primaverile continuò poi anche fino a metà luglio, procurando un ritardo di 12/14 giorni nello sviluppo della vite. La svolta si ebbe a metà luglio, quando l’anticiclone africano riportò in alto le temperature, anche oltre la media, con positive conseguenze sulla maturazione dei frutti che ritroviamo oggi nel bicchiere».
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