Da Verona a Nogarole, fermata rete di spacciatori
Cinque le persone coinvolte, tutte di nazionalità marocchina, di età comprese tra i 30 e i 55 anni. Tre di loro sono già in carcere a Montorio, per gli altri due, sorpresi la notte scorsa in flagranza di reato con calze ripiene di cocaina, oggi la direttissima. È questo l’esito dell’operazione “Grande Mago” che deve il nome ad uno degli spacciatori, particolarmente scaramantico. Iniziava, infatti, a “lavorare” solo dopo aver avuto il nulla osta da un cartomante.
Non erano una banda e non c’era neanche un capo. La loro rete funzionava più come un’associazione di mutuo aiuto: quando si finiva la droga si chiedeva supporto al collega. Grazie alle segnalazioni, ai controlli sul territorio e alle intercettazioni i carabinieri sono riusciti ad individuare cinque persone che con la loro attività (definita «incessante» dagli investigatori) hanno composto una sorta di geografia dello spaccio: da Verona a Castel D’Azzano passando per Vigasio, Nogarole Rocca e Sona. Ciascuno operava in autonomia ma tutti si conoscevano e si aiutavano, quando occorreva.

Una coppia risiedeva a Borgo Roma ed esercitava l’attività illegale dietro l’Esselunga di Viale del Lavoro, con una nota scaramantica che non è sfuggita agli investigatori: l’uomo, molto superstizioso, si atteneva alle prescrizioni di un certo numero di maghi contattati in Marocco e pagati online, prima di scendere in strada con le dosi di stupefacente. Nonostante l’accortezza, il destino ha tradito comunque lui e la compagna (in precedenza entrambi erano già stati colpiti da ordinanza: per l’uomo i domiciliari, per la donna obbligo di firma all’autorità giudiziaria) che ora sono in carcere a Montorio. Stessa sorte toccata ad un terzo spacciatore, residente a Nogarole Rocca che operava in zona o anche direttamente a casa. Tra i clienti affezionati aveva una donna che veniva invitata quasi quotidianamente a bere il tè e a comprare cocaina. Questi, per il quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere, è il cugino di un quarto uomo, 55 anni, il più anziano della rete, arrestato stanotte in flagranza di reato insieme al nipote. Erano in auto quando li hanno fermati i carabinieri. Dentro la macchina, trasformata in domicilio di fortuna e bottega illegale, è stato trovato un calzino riempito di 7 dosi già sigillate di cocaina. La direttissima per i due si celebra oggi.

Tutta l’operazione ha permesso di sequestrare circa 250 grammi di cocaina e oltre 4.000 euro in contanti. Tra i clienti tanti i giovani “normali”, operai o piccoli imprenditori in proprio: la forbice anagrafica va dai 20 ai 30 anni con qualche 40enne.

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