Addio maxibollette (o forse no)

Dopo l'energia elettrica, è diventata operativa la prescrizione biennale anche per le bollette del gas. Previsti anche nuovi obblighi di trasparenza a carico dei venditori. Dunque mai più fatture con importi esorbitanti? Non esattamente... A cura di Carlo Battistella di Adiconsum Verona Dal 1 gennaio 2019 la riduzione della prescrizione da 5 a 2 anni…

Dopo l’energia elettrica, è diventata operativa la prescrizione biennale anche per le bollette del gas. Previsti anche nuovi obblighi di trasparenza a carico dei venditori. Dunque mai più fatture con importi esorbitanti? Non esattamente…

A cura di Carlo Battistella di Adiconsum Verona

Dal 1 gennaio 2019 la riduzione della prescrizione da 5 a 2 anni si applica anche alle bollette del gas. Quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2018 ha rappresentato un’importante innovazione per i consumatori.La nuova normativa pone fine ad una prassi diffusa e temibile con la quale i venditori di luce e gas inviavano con colpevole ritardo i ricalcoli eseguiti in relazione ai consumi dei loro utenti, salassando gli stessi con improvvise richieste di cifre elevatissime in grado di dissestare il budget familiare dei malcapitati.

Sebbene la legge in questione sia molto chiara e la delibera di riferimento dell’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) definisca le modalità operative con le quali attuarla introducendo anche nuove regole di trasparenza, rimane il consistente dubbio che le cose non fileranno lisce come dovrebbero. Infatti la delibera 569/2018/R/com ARERA stabilisce che i venditori saranno tenuti ad emettere una fattura separata contenente esclusivamente gli importi per consumi risalenti a più di 2 anni. In alternativa tali importi dovranno essere evidenziati in maniera chiara e comprensibile nella fattura contenente anche gli importi per consumi più recenti di 2 anni.

In ogni caso, i venditori saranno tenuti ad informare il cliente della possibilità di eccepire gli importi prescrittibili e a fornire un format che faciliti la comunicazione della sua volontà di non pagare. Si capisce, pertanto, come il nuovo impianto normativo riduca il termine di prescrizione ma non impedisca ai venditori di provare a richiedere anche i consumi prescritti. Anzi, è molto probabile che le società venditrici accelerino il processo di recupero dei vecchi importi e, nei prossimi mesi, si verifichi una pioggia di bollette di conguaglio contenenti importi che risalgono anche a più dei due anni legittimamente addebitabili.

Purtroppo alcuni casi già emersi evidenziano che certi venditori non siano affatto diligenti nel fornire le informative previste ma tentino, piuttosto, di sostenere che la prescrizione biennale non sia applicabile a quella specifica fattura. Il consiglio, dunque, è quello di mantenere alta la guardia e leggere attentamente la bolletta prima di procedere al pagamento dell’importo richiesto e, nel dubbio, inviare un reclamo scritto al proprio fornitore.

Per saperne di più: adiconsumverona.it

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