Alpesh Chauhan torna sul podio del Teatro Filarmonico. Beethoven e Mendelssohn nei concerti del 12 e 13 aprile
Venerdì 12 e sabato 13 aprile la Fondazione Arena di Verona propone il quarto appuntamento della Stagione Sinfonica 2019 al Teatro Filarmonico. Per il terzo anno consecutivo della Stagione Sinfonica sul podio il direttore d’orchestra Alpesh Chauhan, dal 2017 direttore principale della Filarmonica Arturo Toscanini.
In apertura del Concerto viene proposta la Fantasia Corale in do minore per pianoforte, soli, coro e orchestra op. 80 di Beethoven che vede impegnato al pianoforte Edoardo Maria Strabbioli, musicista di grande versatilità la cui carriera spazia dalla musica da camera, al repertorio solistico e all’insegnamento; torna al Teatro Filarmonico dopo la fortunata esibizione del 2018 con la Petite Messe Solennelle. L’esecuzione vede impegnati i soprani Marta Mari e Annapaola Pinna e il tenore Matteo Falcier.
La Fantasia venne scritta molto rapidamente nel dicembre del 1808 a conclusione del concerto eseguito il 22 dicembre al teatro An der Wien che aveva visto anche la prima esecuzione della Quinta Sinfonia e della Sinfonia Pastorale. Quella sera al pianoforte vi era lo stesso Beethoven che, al posto dell’Adagio che apre attualmente la Fantasia, improvvisò un’introduzione di cui non è rimasta traccia. La composizione presenta alcuni elementi di novità che verranno ripresi nel quarto movimento della futura Nona Sinfonia, come è attestato dalla presenza del coro, dall’analogia evidente tra il tema principale della Fantasia e quello dell’Inno alla gioia ed infine l’uso del tema e delle variazioni che serviranno a introdurre l’ode di Schiller.
La seconda parte del Concerto propone la Sinfonia n. 2 in si bemolle maggiore “Lobgesang” (Canto di lode) per soli, coro, orchestra ed organo op. 52 di Felix Mendelssohn. Nota come seconda, ma quarta in ordine di composizione, venne scritta nel 1840 ed eseguita per la prima volta il 25 giugno 1840 nella chiesa di San Tommaso a Lipsia sotto la direzione dello stesso Mendelsshon per celebrare il quarto centenario dell’invenzione della stampa da parte di Johannes Gutenberg, per la quale l’opera era stata composta.
La Sinfonia, che vede la presenza importante del Coro areniano insieme ai solisti Marta Mari, Annapaola Pinna e Matteo Falcier, da una parte si collega alla nuova concezione romantica di sinfonia caratteristica dei lavori di Spohr e Berlioz, dall’altra invece richiama la Nona Sinfonia di Beethoven.
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