Eleganza e Belle Époque per Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea
Domenica 31 marzo 2019 alle 15.30 va in scena al Teatro Filarmonico di Verona Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea, quarto titolo operistico della Stagione Lirica 2018-2019 di Fondazione Arena. L’opera è proposta nell’allestimento del Teatro Sociale di Como (As.Li.Co) firmato da Ivan Stefanutti per regia, scene e costumi, con le luci di Paolo Mazzon e i movimenti mimici di Michele Cosentino. Sul podio Massimiliano Stefanelli dirigerà Solisti, il Coro e l’Orchestra areniani.
L’opera, il cui soggetto è tratto dal dramma Adrienne Lecouvreur di Eugène Scribe e Ernest Legouvé, inizia a prendere forma nel 1899, tuttavia alcuni problemi nella collaborazione tra Francesco Cilea e il librettista Arturo Colautti ritardano la fine della composizione fino all’autunno del 1902
La prima assoluta ha luogo il 6 novembre 1902 al Teatro Lirico di Milano con la direzione di Cleofonte Campanini e con Angelica Pandolfini, Enrico Caruso e Giuseppe De Luca, riscuotendo un enorme successo. Da quel momento l’opera viene ampiamente rappresentata sia in Italia che all’estero, per poi essere pressoché dimenticata intorno al 1910.
Solamente dagli anni Trenta in poi, a seguito anche di alcuni tagli e modifiche, torna stabilmente nel repertorio. Al ruolo della protagonista sono legate indissolubilmente la voce e la fama di grandi artiste quali Magda Olivero, ritenuta dallo stesso Cilea come l’interprete perfetta del ruolo di Adriana, oltre a numerosissime altre grandi interpreti che si sono alternate.
Ivan Stefanutti, che firma la regia, le scene e i costumi di questo allestimento dell’Associazione Lirica Concertistica Italiana traspone l’opera dal primo ‘700 all’epoca della composizione del titolo, in un vivace clima culturale fin de siècle, per presentare una messa in scena senza stravolgimenti drammaturgici, volta ad esaltare invece il divismo della personalità di Adriana, attraverso movimenti che rimandano alle pose delle grandi attrici di inizio Novecento.
La messa in scena, essenziale ma completa, è fedele alla trasposizione storica, risultando assolutamente efficace nei suoi rimandi ai film in bianco e nero del cinema muto in un continuo contrasto cromatico che richiama la vena di decadentismo che permea l’opera. Non più stucchi, parrucche e atmosfere ancien régime, ma un’eleganza liberty in cui scenografia, costumi, movenze e luci devono molto alla connotazione teatrale del cinema di quegli anni.
Nei panni della protagonista Adriana si alterneranno Hui He ( in scena il 31 marzo e 4,7 aprile) e Valentina Boi (il 2 aprile).
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