Vertice Tav. Conte: “Il Governo non rischia”
Si è concluso poco fa il vertice a Palazzo Chigi sulla Tav. Polemiche da parte del Pd e del neo segretario Zingaretti.
“Per quanto riguarda la Tav, siamo in dirittura d’arrivo, nel percorso finale, quello politico. Oggi c’è stata la prima riunione politica, abbiamo iniziato l’analisi costi benefici. Domani sera alle 20.30 faremo una riunione con i tecnici a oltranza. Credo che prenderemo una scelta entro venerdì”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, al termine del vertice di governo a Palazzo Chigi in merito alla Tav.
“Siccome prenderemo la scelta migliore per i cittadini, ovviamente il Governo non rischia. – ha continuato Conte – Mi batterò perchè non sia trascurato alcun aspetto per una decisione corretta. Rispetto le posizioni della Lega e del M5s ma sarò garante che queste posizioni pregiudiziali non pesino sul tavolo. Partiremo dall’analisi costi-benefici”, mentre sui bandi Telt “non può essere presa una decisione oggi o domani, contiamo di decidere prima di lunedì” ha concluso Conte facendo riferimento alla data dell’11 marzo, termine entro il quale il cda della società francese è chiamato a indire i bandi per la Torino-Lione.
Poco soddisfatto il neo segretario Pd, Nicola Zingaretti, che ad Anagni ha commentato le dichiarazioni del premier: “È l’arroganza di una maggioranza parlamentare che per gestire il potere non vuole ammettere di non essere portatrice di una visione del futuro dell’Italia, ci sta rendendo ridicoli e paghiamo un costo enorme come sistema Paese. Se non sono capaci si dimettano“.
Poco soddisfatto anche Sergio Chiamparino: “Mi sembra che la montagna abbia partorito un topolino, anzi un brodino visto che c’è un ulteriore allungamento del brodo“. Così, a margine della presentazione del buono nido della Regione Piemonte, il presidente Chiamparino a proposito del vertice di governo sulla Tav. “La scadenza è dietro l’angolo – aggiunge – e non capisco cosa ci sia ancora da approfondire“.
“Senza l’ok a far partire i bandi – sottolinea il presidente della Regione Piemonte – sarà inevitabile mettere in campo tutte le forme di pressione politica necessarie e il primo passo, se diranno no o ci saranno ulteriori rinvii, sarà da parte mia far partire al ministero dell’Interno il quesito per avere il via libera per indire, con le elezioni europee, una consultazione popolare. Le frasi che ho sentito oggi – conclude Chiamparino – sono alquanto critiche e sono le stesse che sento da novembre”. (Ansa)
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