Anm, Peveri non invocò la legittima difesa
«Non fu reazione, ma rappresaglia in assenza di pericolo». Questo il commento dell’Anm, Associazione Nazionale Magistrati, dell’Emilia-Romagna sul caso di Angelo Peveri, imprenditore piacentino condannato per il tentato omicidio di un ladro nel 2011. Negli scorsi giorni è stato visitato in carcere da Matteo Salvini.
«Il caso riguarda la condanna passata in giudicato per tentato omicidio nel quale non è mai stata invocata, neanche dall’imputato condannato, la ricorrenza della scriminante della legittima difesa». Lo sottolinea la giunta dell’Anm dell’Emilia-Romagna prendendo posizione sul caso di Angelo Peveri, imprenditore piacentino condannato in via definitiva per aver cercato di assassinare, insieme a un dipendente, un cittadino romeno che con altri complici aveva cercato di rubare gasolio da un escavatore della sua ditta.
L’Anm interviene dopo la visita in carcere del vicepremier Matteo Salvini, sabato. «Fermo il diritto dei Ministri e dei Parlamentari di fare visita a soggetti detenuti e senza voler entrare in un ambito politico che non ci compete», la giunta distrettuale osserva, tra l’altro, che «nel caso di specie, come è stato accertato in via irrevocabile, non si è trattato di una reazione a un’aggressione in atto, ma di una rappresaglia commessa in assenza di pericolo a cose e persone». (Ansa)
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