La discarica che vandalizza da anni una cavità della Lessinia
Stracciano il cuore le immagini scattate domenica scorsa dal gruppo speleologico GAM di Verona. Una cavità del territorio lessinico è stata trasfomata dalla maleducazione dolosa in una discarica abusiva nei pressi della spluga Ca’ dell’Ora, in zona Moruri.
«Pneumatici, frigoriferi, pesticidi, vernici, batterie per auto, olio motore, combustibili, medicinali veterinari, Eternit, biciclette, ombrelli, sedili di auto, stufe, carcasse di cani e daini fresche, montagne di ossa meno recenti»: questo il desolante inventario che hanno fatto, giunti sul posto, alcuni speleologi del gruppo (in particolare della Commissione Speleologica di Verona) tra cui Giovanbattista Sauro che, ai nostri microfoni spiega la gravità della situazione: «Il “metabolismo” delle grotte è diverso da quello dell’ambiente esterno, è molto più lento con conseguenze di entità importante anche nell’arco di decine di anni. Il rilascio di sostanze chimiche è costante e, se incontra le falde acquifere, il discorso assume connotati drammatici che riguardano tutti».
Non si tratta di una scoperta recente, va detto, la situazione era già nota, almeno da 20 anni. La ricognizione di domenica è stata una sorta di censimento volto a documentare l’immensa stratificazione di immondizia: il materiale raccolto sarà consegnato all’assessorato all’Ambiente del Comune di Verona. In tanti anni, nessuno, sotto il profilo legale si è mosso, la discarica esiste e resiste. «Il volume dei rifiuti negli anni è calato, molti rifiuti biologici si sono decomposti» conferma Sauro che, come speleologo, ha fatto spesso visita a questo spettacolo indegno che non sembra essere, purtroppo, un caso isolato «ce ne sono diversi sul territorio lessinico, alcune grotte versano in situazioni ancora più gravi».
Con la pubblicazione sui social di queste foto che brutalizzano lo sguardo e interrogano coscienze distratte, si è voluto ricordare lo scempio impunito, perché consumato nel buio, con ritorsioni inquinanti che scopriremo tra decenni.
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Foto tratte dalla Pagina Facebook ufficiale del Gruppo speleologico GAM
Bisogna dire un grazie di disarmata sincerità a questa squadra di amanti degli abissi che, come in questo caso, portano alla luce inferni di negligenza colpevole. Il gruppo, assieme ad altri club, spesso si trova impegnato in attività di bonifica delle grotte inquinate della provincia. Dal 2005 con l’iniziativa “Puliamo il buio”, gli speleologi veronesi sensibilizzano, nei giorni di “Puliamo il mondo” di Legambiente, sul tema dell’inquinamento dimenticato dell’ambiente carsico. Nell’oscurità silenziosa, solo loro si possono confrontare con la sciatteria di tante coscienze che, non viste, credono di poter lordare il cuore profondo della terra di tutti.
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