Finto medico indagato in Romania. Aveva lavorato anche a Verona
Preso (di nuovo) con “le mani nel sacco” il 39enne che sette anni fa era stato arrestato per essersi spacciato medico quando, in realtà, era in possesso solo di un diploma di terza media. Questa volta, Matteo Politi, originario di Venezia, è stato smascherato fuori dai confini nazionali, in Romania, dove lavorava sotto fino nome come chirurgo estetico in una delle cliniche più prestigiose di Bucarest, la Monza Hospital Medical Group.
Era già stato processato a Verona nel 2011 patteggiando un anno e mezzo di carcere, dopo essere stato scoperto ad esercitare la professione di medico senza avere una laurea in medicina (e a quanto pare nemmeno un diploma di scuola superiore). Ora, però, per Matteo Politi, veneziano di 39 anni, potrebbero riaprirsi le porte del carcere. Il finto medico, infatti, sarebbe stato smascherato dal quotidiano romeno “Libertatea” che nei mesi scorsi aveva fatto partire un’inchiesta a seguito di alcune confidenze fatte da infermiere che mettevano in dubbio l’abilità del sedicente chirurgo che lo descrivevano impacciato anche solo nel seguire i protocolli minimi come lavarsi le mani e indossare i guanti in lattice obbligatori per gli interventi.
Politi, infatti, dopo aver scontato la pena in Italia, si era recato in Romania sotto falso nome, presentandosi a tutti come Matthew Mode, abile chirurgo estetico britannico con titoli di studio acquisiti negli istituti più prestigiosi del mondo. Una realtà completamente inventata che però ha tratto in inganno ben quattro cliniche d’élite a Bucarest, dove Politi ha operato centinaia di persone, e, prima di queste, nel 2010, numerosi ospedali italiani e veronesi, tra cui il Pronto soccorso dell’Ospedale “Orlandi” di Bussolengo, il Pronto soccorso dell’ospedale di Isola della Scala e diverse altre strutture del Nord Italia.
A suo tempo la truffa era stata scoperta proprio dalla polizia municipale di Verona: allora era emerso, infatti, che Politi, dipendente di un autonoleggio, si era spacciato per un vero medico che aveva il suo stesso cognome falsificando attestati, carta di identità e tesserino medico.
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