Ddl Pillon, luci e ombre del nuovo testo sul diritto di famiglia

Antifemminismo, paternalismo, misoginia. Sono le radici ideologiche che si rintracciano nel disegno di legge proposto il 1 agosto 2018 dal senatore leghista e fondatore del comitato Family Day Simone Pillon, ed evidenziati anche dopo la trasmissione del servizio pubblico Presa Diretta andato in onda lo scorso lunedì. Intervenendo su assegno di mantenimento, bigenitorialità perfetta, introduzione…

Antifemminismo, paternalismo, misoginia. Sono le radici ideologiche che si rintracciano nel disegno di legge proposto il 1 agosto 2018 dal senatore leghista e fondatore del comitato Family Day Simone Pillon, ed evidenziati anche dopo la trasmissione del servizio pubblico Presa Diretta andato in onda lo scorso lunedì. Intervenendo su assegno di mantenimento, bigenitorialità perfetta, introduzione del mediatore familiare, la proposta introduce provvedimenti che le associazioni per i diritti civili definiscono palesemente orientati a favorire la figura patriarcale ridimensionando allo stesso tempo il criterio guida del “preminente interesse del minore”.

La subtilitas del testo è di attribuire carattere neutrale a fattori endemici e sostanziali alla vita della coppia e che nella quasi totalità dei casi diventano cruciali per stabilire a quale genitore assegnare i figli e l’importo da versare per il lor mantenimento. “Senza tralasciare che il testo – secondo le stesse associazioni – trascura la valutazione della presenza di violenze domestiche (integrata nel nostro ordinamento con la Convenzione di Istanbul) e dei dati sul femminicidio ( 7 donne su 10 vengono uccise in famiglie, e nei casi di separazione questo avviene entro te mesi dall’avvenuta separazione)” .

Psicologi e psichiatri sottolineano che la bozza inoltre recepisce acriticamente la teoria psichiatrica della sindrome da alienazione parentale, che fece scalpore negli Usa al suo apparire e rimase da sempre minoritaria. Oggi la comunità scientifica americana la disconosce e non se ne trova traccia nell’ambito della comunità scientifica internazionale, nemmeno fra le patologie riconosciute ufficialmente.

“La violenza domestica ha le chiavi di casa e porta i tacchi a spillo”

I sostenitori della legge Pillon lamentano la stragrande maggioranza di affidamento dei figli (95% dei casi) alla madre. Criterio che trova motivazione nella prassi dei tribunali di mantenere una continuità con la situazione preesistente alla crisi: succede quasi sempre che sia il padre ad investire nella carriera, trascorrendo quindi molto tempo fuori casa, mentre spetta alla madre curare i figli e la casa. Il ddl Pillon tralascia di considerare il fatto della discriminazione di genere a livello retributivo, che spesso in caso di separazione – e quindi di impoverimento della coppia – si traduce per le donne in un rischio povertà maggiore rispetto agli uomini ( 7% contro il 5%) . Sul totale della popolazione, si parla di 900 mila donne sole con figli a rischio povertà.

“Aborto una concausa del calo delle nascite” (Alberto Zelger) 

Verona in particolare è apripista e roccaforte dell’attacco alla legge 194. Nella città di provenienza del ministro Lorenzo Fontana (trai primi firmatari del Comitato No194), il sodalizio fra Lega e movimenti pro vita e associazioni tradizionaliste (p. es Christus Rex) sta dando spazio normativo ad istanze ultracattoliche che rappresentano un’idea di vita e di famiglia in cui i diritti delle donne, semplicemente sono inesistenti.

Il 4 ottobre 2018 il Consiglio comunale di Verona ha votato una mozione – promossa dal consigliere Alberto Zelger – per prevenire l’aborto nel 40° anniversario della promulgazione della legge 194.  La proposta è dichiarare Verona “città a favore della vita” , attivando politiche sociali per incentivare la maternità.

Nel merito, il Comune stanzierà fondi fondi a favore di associazioni private cattoliche che faranno “informazione”  per le donne che scelgono di abortire. “Le donne hanno il diritto di emergere nella società, però non è che perché una è donna deve per forza fare carriera” è la chiosa del promotore nel servizio televisivo di “Presa Diretta” . La proposta ha avuto il sostengno di 21 voti, inclusi quelli del sindaco di Verona Federico Sboarina e della consigliera comunale e capogruppo area dem Carla Padovani.

Sorpresi a questo proposito gli altri consiglieri Pd, tra cui Elisa la Paglia che nell’intervista trasmessa il 28 gennaio ha sottolineato l’unione del PD nell’essere a favore della legge 194. “L’informazione di cui si parla nel testo – rimarca La Paglia – è la colpevolizzazione della donna che viene identificata come causa della crisi demografica del Paese. La 194 – chiude la politica veronese – viene vista come anticoncezionale”.

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