Da oggi telecamere sulle divise degli accertatori di Amt
Da oggi, lunedì 14 gennaio, i venti accertatori della sosta di Amt indossano sulla divisa una “bodycam”, una telecamera portatile. L’obiettivo è di garantire maggiore sicurezza per gli operatori, spesso vittime di aggressioni – in genere verbali – e per i cittadini.
Sulle divise degli accertatori della sosta di Amt, l’Azienda mobilità e trasporti, sono in funzione da oggi le bodycam, telecamere di dimensioni contenute. Il dispositivo, di circa 7 centimetri per 8, è leggero, antiurto e resistente all’acqua. Registra ciò che vede e tiene memorizzate le immagini dal momento in cui l’operatore la attiva e per i 120 secondi precedenti. Il video potrà essere poi visionato solo dalle forze dell’ordine, in seguito a una segnalazione.
Il dispositivo, nelle intenzioni di Amt, ha la principale funzione di deterrente: la volontà è di prevenire le aggressioni fisiche e verbali ai danni degli accertatori. Se l’aggressione dovesse invece avvenire, i filmati potranno essere utilizzati in sede giudiziaria.
Tutto è in linea con le norme della privacy, Amt ha infatti ricevuto l’autorizzazione a procedere da parte del Garante. Verona diventa così uno dei primi comuni in Italia ad avere in dotazione la bodycam per attività lavorative pubbliche non legate alla pubblica sicurezza.
La telecamera non ha lo scopo di filmare contravvenzioni e infrazioni relative all’accertamento della sosta, ma sarà attivata solo per fini di sicurezza delle persone. Una volta accesa la bodycam, l’accertatore è tenuto ad avvisare le persone coinvolte della registrazione delle immagini, salvo casi di forza maggiore in cui sarà impossibile farlo.

Il dispositivo è stato presentato questa mattina nella sede di Amt. “Speriamo di non doverla mai utilizzare, però ovviamente, se l’utente sa che l’accertatore può attivare la videocamera, questa diventa uno strumento di prevenzione” ha dichiarato il presidente di Amt Francesco Barini. “I sindacati e la maggior parte dei lavoratori si sono mostrati ben disposti per questa iniziativa. Questo è il secondo provvedimento rivolto alla sicurezza dei nostri operatori, dopo la scelta di farli accompagnare da personale della polizia locale”.
“Vogliamo garantire ai nostri operatori una tranquillità personale, perché più volte sono capitati episodi spiacevoli con gli utenti” ha aggiunto il direttore generale di Amt Carlo Alberto Voi. “Gli episodi sono abbastanza frequenti, soprattutto insulti e minacce. In questo modo potremo avere elementi oggettivi in caso dovessero essere presentati alle autorità”.
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