Meteo Caprino Veronese, l’originale

Farebbe a meno di tante cose, come delle chiacchiere, ma della neve no. Nicola Bortoletto della seguitissima pagina Facebook Meteo Caprino Veronese non ama le previsioni facili e spoglie, e del tempo previsto per dicembre scrive: «St'ano envesse delle renne va de moda i camei». Qualcuno il 1985 lo ricorda come l’anno d’oro dell’Hellas Verona,…

Farebbe a meno di tante cose, come delle chiacchiere, ma della neve no. Nicola Bortoletto della seguitissima pagina Facebook Meteo Caprino Veronese non ama le previsioni facili e spoglie, e del tempo previsto per dicembre scrive: «St’ano envesse delle renne va de moda i camei».

Qualcuno il 1985 lo ricorda come l’anno d’oro dell’Hellas Verona, qualcun altro per una nevicata eccezionale (non che i due episodi debbano, per forza, essere vissuti come slegati). Una delle prime massime che Nicola ci dice è: «Se fiocca su la foia, l’è un inverno che fa voia». Subito mette le mani avanti sulla conclusione dell’autunno: «Tranquilli che le foie iè caschè tutte». Lo chiarisce con una mai stanca eccitazione, perché quello che ama di più, dopo la moglie Rossella e i figli Jacopo, Emma e Camilla, è la neve. E come si fa a non aspettare, le sere d’inverno, guardando fuori dalla finestra che qualche batuffolo bianco si appoggi sul nostro giardino? È una speranza che tutti i bambini condividono e che, certe volte, rimane per sempre.

Tra quelli che perdono tempo a sgranare gli occhi verso i lampioni di notte per capire se sta nevicando, c’è Nicola Bortoletto, ovvero la personificazione della pagina Facebook Meteo Caprino Veronese. «Uno di poche parole», dice di sé, eppure se lo lasci parlare ti incanta con i proverbi «dei nostri veci», scende nei tecnicismi della meteorologia, se te ne intendi. Se sei della zona, invece, ti aiuta a capire prendendo come metro di misura il Monte Baldo. Perché quando impari a scalarlo impari anche a capire i segnali del cielo. Sulle vette lui ci passa le ore d’aria, quando non fa l’informatico, e quando si ritaglia una parentesi dalle oltre 52.000 persone che sui social pendono dalle sue previsioni. Che poi è proprio in questi momenti che si hanno le intuizioni, quando guardi tutto dall’alto.

Una delle sue figlie un giorno ha scritto in un tema a scuola che suo papà «è una persona buona ma non troppo seria. E con tanti, tanti tatuaggi». Le immagini scolpite sul corpo (si parla di circa il 70%) Nicola le usa per coprire le cicatrici causate da alcuni problemi fisici che combatte più o meno da quando la moglie Rossella gli ha regalato la prima stazione meteo, nel Natale del 2010. Chi ti ama sa come renderti felice a lungo termine, e in questo caso non poteva esserci regalo migliore.

Nicola fa le prime ricerche sul meteo, studia, riprende in mano detti e proverbi, li elabora e li trasferisce su una pagina Facebook e un sito. Lo fa perché ambisce a trasferire le tradizioni, come quella della “seola” (la cipolla), o le barche di San Pietro a fine giugno. «Nella notte tra il 24 e il 25 gennaio, prendi una cipolla, la tagli e dagli spicchi che ricavi fai dodici barchette. Metti le barchette su un tagliere e assegni ad ognuna il nome del mese, ci metti dentro del sale grosso e alla sera le metti fuori esposte ad Est. La mattina dopo le riprendi: a seconda di come si è sciolto il sale, i nostri vecchi dicevano che il mese corrispondente sarà più o meno piovoso». Una tradizione che ha ben poco di scientifico, tiene a precisare Nicola, «la va de c*l».

E chi è che non conosce, almeno tra i confini di Verona, il detto quando «el Baldo el ga el capel, o che fa bruto o che fa bel»? Si tratta del riassunto della meteorologia, secondo Nicola. Perché «se c’è una nuvola, o fa brutto o fa bello, non è che te ghe scape».  Anche se «è vero che sul Baldo ci sono alcune nuvole capaci di indicarti se sta arrivando una perturbazione». Succede quando la nuvola sembra appoggiata sul monte, un effetto che la nonna di Nicola chiamava «cavalon», come se la nuvola sedesse a cavallo sulle vette del monte. Si tratta, in termini metereologici, di un’onda orografica che indica che nel giro di qualche giorno arriverà una nuova perturbazione. Forse però la tendenza ad ammirare le vette del Baldo riflette soltanto l’attesa della neve. Sia lì, in alto, che in pianura.

Per ridurre il tempo che ci separa dalla giornata perfetta, mentre aspetta la sua magia nevosa, Nicola si è già preparato una narrazione ad hoc: «Ragazzi guardate che la nostra bella città domani si sveglierà sotto una fitta nevicata, la coltre di neve raggiungerà i 50 cm. Quindi, se non avete altro da fare, rimanete a casa e portate fuori i vostri bimbi a sbaloccarse e a fare i pupazzi di neve, perché è la cosa più bella del mondo».

Le notizie del giorno, ogni sera, gratis, come vuoi. Clicca qui 👇
Clicca qui sotto per ricevere gratis il settimanale “Verona Eventi“!

Condividi ora!