Batterio killer, 10mila pazienti in Veneto saranno controllati
Arriveranno lettere a circa 10mila pazienti operati nelle cardiochirurgie del Veneto. Verranno contattati per valutare eventuali approfondimenti clinici dal batterio Mycobacterium chimaera presente in uno strumento per cardiochirurgia malfunzionante.
Era contenuto nei macchinari dell’azienda LivaNova, utilizzati in cardiochirurgia, il “batterio killer” che ha causato 14 casi di infezione, con 6 decessi. Saranno quindi contattati circa 10mila pazienti per valutare eventuali approfondimenti clinici. La decisione è stata presa ieri a Padova dal gruppo tecnico della Regione Veneto “per la prevenzione e la gestione delle infezioni in soggetti sottoposti a intervento cardiochirurgico”.
A tutti i pazienti potenzialmente interessati verrà inviata una scheda informativa contenente le informazioni sui sintomi e l’indicazione dei numeri di telefono da contattare per qualsiasi evenienza e per gli eventuali approfondimenti necessari.
“I macchinari presenti nelle cardiochirurgie di tutti gli ospedali veneti sono già stati messi in sicurezza e, in alcuni casi, sostituiti” fanno sapere con un comunicato dal gruppo tecnico della regione. “La Regione Veneto si sta tutelando nei confronti della Ditta produttrice”, valutando quindi la richiesta di essere ammessa come parte civile in caso di provvedimenti giudiziari. Il batterio, infatti, “sembra essersi annidato già nel sito di produzione del dispositivi, quindi antecedentemente all’installazione in sala operatoria”.
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