Monitorare il lago di Garda? Sì, con i “droni acquatici”
Sono ancora in validazione, ma “le prime fasi sono andate a buon fine”, così Alessandro Farinelli, prof. Associato del Dipartimento di Informatica dell’ateneo scaligero, che ci ha parlato di Intcatch, un progetto europeo a cui partecipa anche l’Università di Verona e che mira a monitorare la qualità delle acque di fiumi e laghi, tra cui il Benaco. Come? Tramite innovativi droni acquatici totalmente autonomi.
Sembrano barchette telecomandate, ma in realtà sono sofisticati droni acquatici usati per monitorare i bacini idrici. No, non è fantasia, è Intcatch l’innovativo progetto finanziato dall’Unione Europea tramite il programma Horizon 2020, e che oltre alla Gran Bretagna, Spagna e Grecia, sta interessando anche l’Italia, in particolare il Lago di Garda.
Capofila nostrana della sperimentazione, partita nel 2016 e in pieno svolgimento fino a febbraio 2020, il dipartimento di informatica dell’Università di Verona, che insieme ad altri 20 partner europei sta sviluppando un approccio eco-innovativo per tenere sotto controllo i parametri acquatici e non solo. I droni del progetto Intcatch (Integrated Tools for monitoring and managing Catchments), infatti, essendo totalmente autonomi, si potrebbero rivelare utili soprattutto a seguito di eventi disastrosi, come quello avvenuto lo scorso ottobre a seguito dello sversamento dell’Adige nel Benaco.
“I droni che abbiamo qui in Italia sono cinque. Le informazioni principali che possiamo recuperare tramite i sensori sono: ossigeno disciolto, temperatura, elettroconducibilità e Ph. – spiega il prof. Alessandro Farinelli, Responsabile dell’unità di ricerca del dipartimento di Informatica dell’Università di Verona e responsabile del pacchetto di lavoro relativo allo sviluppo delle piattaforme robotiche autonome – Abbiamo avuto anche delle collaborazioni locali con Arpav e c’è un interesse per questo tipo di tecnologie che andremo a sviluppare una volta terminato il progetto.
Il progetto, presentato anche alla seconda edizione di Robot@Garda, lo scorso 21 novembre, conta al momento dieci droni sparsi nei quattro Paesi partecipanti: Gran Bretagna (fiume Tamigi), Grecia (lago Yliki), Spagna (fiume Ter) e Italia (lago di Garda).
Tra i partner italiani: il LabICAB, laboratorio di Ingegneria chimica dell’ambiente e dei bioprocessi di ateneo, l’Azienda Gardesana Servizi, l’Istituto Superiore di Sanità, Technital, Personal Genomics e Algorithmica.
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