Pillola del giorno dopo: Federfarma punta il dito contro “Non una di meno”
Dopo il botta e risposta tra Lega e il movimento “Non una di meno” a proposito della distribuzione di caramelle e informazioni sulla legge 194 fuori da una scuola della città, sulla vicenda interviene anche Federfarma Verona. Secondo la federazione dei farmacisti, infatti, manifestazioni di questo genere stimolerebbero i giovani ad un utilizzo troppo semplicistico di farmaci.
Ritorna a cascata su Verona la polemica riguardo la legge 194 e l’utilizzo della cosiddetta pillola del giorno dopo. Tutto è partito dalla distribuzione di alcuni sacchettini contenenti “caramelle antisessiste” consegnati fuori dal liceo Messedaglia ad opera del movimento “Non una di meno”. All’interno, oltre alle caramelle, volantini informativi sulla legge 194 e sulla contraccezione. Un’iniziativa che ha riportato alla carica i consiglieri antiabortisti Alberto Zelger e Anna Grassi (Lega), i quali avevano criticato la manifestazione ritenendola “fuorviante” per le ragazze.
Immediata la risposta del movimento che, sulla sua pagina Facebook, ha pubblicato un lungo post riportando la dichiarazione della ginecologa Maria Geneth sulla pillola del giorno dopo. Infine le attiviste concludono l’intervento invitando l’amministrazione a finanziare i consultori pubblici: “si deve lavorare a favore di una contraccezione gratuita e vanno promossi veri corsi di educazione sessuale nelle scuole. Interventi che un’amministrazione comunale avrebbe il potere di finanziare e di avviare. Da parte nostra, non smetteremo di scendere per le strade, di dare informazioni corrette, di rendere consapevoli le ragazze e i ragazzi sui loro diritti e di creare e aprire spazi di libertà.
https://www.facebook.com/nonunadimenoverona/posts/2552323451463618
Sulla questione ieri è intervenuta anche Federfarma Verona che, in un comunicato stampa, “punta il dito contro la metodologia di approccio ad un farmaco tanto particolare per la salute della donna, sia dal punto di vista concettuale sia da quello fisiologico”.
A preoccupare la federazione veronese sarebbero i risultati dello studio effettuato un mese fa sulle “abitudini” delle giovani, nel quale emergeva un incremento delle vendite del 700% del principio attivo Ulipristal, il cui commercio ora è stato liberalizzato per le maggiorenni. “Questo contraccettivo dovrebbe essere solo ed esclusivamente emergenziale – afferma Arianna Capri, vicepresidente di Federfarma Verona –sinceramente non ci sembra il caso di parlare “per strada” e senza il dovuto supporto tecnico scientifico di un argomento che coinvolge a pieno la salute della donna apportando una massiccia carica ormonale non certo priva di importanti controindicazioni”.
“Vanno stigmatizzati comportamenti propagandisti di questo genere – spiega Matteo Zerbinato segretario dell’Ordine dei farmacisti di Verona – Stimolare i giovani ad un utilizzo semplicistico ed incontrollato di farmaci così delicati è preoccupante per la salute pubblica in quanto rischia di disincentivare l’utilizzo del preservativo, visto dai giovani principalmente come strumento per evitare gravidanze indesiderate”.
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