La fibra ottica per una Verona “a prova di futuro”

È stato presentato stamattina in Comune il progetto di Open Fiber, la società romana che sta dando slancio ad un piano di sviluppo infrastrutturale su scala nazionale e che a Verona ha investito un budget di 35 milioni di euro per proiettare la città scaligera nel futuro della connessione internet. I cantieri, già aperti in…

È stato presentato stamattina in Comune il progetto di Open Fiber, la società romana che sta dando slancio ad un piano di sviluppo infrastrutturale su scala nazionale e che a Verona ha investito un budget di 35 milioni di euro per proiettare la città scaligera nel futuro della connessione internet. I cantieri, già aperti in alcune zone cittadine, saranno chiusi nei primi mesi del 2020 garantendo, a lavori fatti, una velocità di connessione di 1 gigabit al secondo.

Si chiama “Fiber to the home” ed è la modalità attraverso cui la fibra ottica rivoluzionerà le reti veronesi. In altre parole? Direttamente a casa, in oltre 100mila unità immobiliari lungo una rete di 700 chilometri. Così, grazie all’arrivo della banda ultra larga, Verona diventa ancora più smart.

Il progetto prevede il completamento della rete entro la fine del 2019, con il ripristino delle ultime strade interessate dai lavori nei primi mesi del 2020. Utilizzando la nuova rete per la fibra ottica con cui si sta cablando la città, sarà possibile, tra le altre cose, il controllo del traffico o della sicurezza con le telecamere ad alta definizione; permettere alle aziende di realizzare lo smart working e migliorare i servizi che la pubblica amministrazione fornisce on line ai cittadini.

Il piano del cablaggio che consentirà di viaggiare a 1 Gigabit al secondo, è stato presentato dagli assessori al Patrimonio Edi Maria Neri e alle Strade Marco Padovani, da Massimo Molisani e Stefano Cattoni City Manager di Open Fiber.

Punto cruciale delle operazioni saranno gli scavi per il cablaggio e il posizionamento dei 400 “armadi” ripartilinea, uniche infrastrutture non interrate della nuova rete che andranno a sostituire quelli inutilizzati e obsoleti. Ad oggi, solo il 20% dei 700 km totali di infrastruttura ha avuto bisogno di scavi.

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