Mosca, tappa 4: Stadio Lužniki, la sua storia dall’Urss ai Mondiali 2018
Si accendono i riflettori sul campo erboso dello stadio Lužniki, il più grande impianto sportivo di Russia, in cui lo scorso 15 luglio è stata giocata la finale dei Mondiali di calcio che ha visto protagoniste le nazionali di Francia e Croazia. La grande arena del complesso Olimpico Lužniki fu costruita nel 1956 per volere del governo dell’Urss. All’epoca era noto come Stadio Lenin e poteva ospitare fino a 100 000 persone.
Lo stadio, costruito per ospitare sport che si svolgono all’aperto come l’atletica e il calcio, venne utilizzato anche per la finale del campionato del mondo di hockey su ghiaccio nel 1957 tra URSS e Svezia mentre nel 1980 fu sede della 22esima edizione dei Giochi Olimpici che si tennero a Mosca.
Sempre negli anni ’80 la struttura fu teatro di quella che passò alla storia come il “disastro di Lužniki” in cui morirono oltre 60 tifosi. A pochi minuti dalla fine dell’incontro tra lo Spartak Mosca e l’Haarlem, la squadra russa era in svantaggio di 1-0 e, a causa del freddo, gli spettatori decisero di lasciare lo stadio dirigendosi verso l’unica uscita aperta in quel momento. All’88esimo minuto lo Spartak raddoppiò con un goal e, visto che l’esito della partita era ancora da decidersi, alcuni tifosi decisero di tornare indietro. Il rientro sugli spalti fu però impedito dalla polizia e la concentrazione di troppe persone sulle scale ne causarono la ceduta strutturale.
Nel dicembre 1991, con lo scioglimento dell’Unione Sovietica, l’impianto sportivo passò in eredità al governo russo che ne ordinò la ristrutturazione e dispose che la capienza massima fosse fissata a 81 360 posti a sedere.
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In occasione della finale della Coppa del Mondo di quest’anno, la struttura, del valore di 400 milioni di dollari, ha subito una radicale trasformazione che ha investito gli spalti e gli spazi interni mentre sono state lasciate invariate le pareti e la copertura. I lavori sono iniziati nel 2014 e si sono conclusi a metà del 2017.
In preparazione dei mondiali 2018, il governo russo ha dovuto affrontare una spesa di 5.3 miliardi di euro per adattare le strutture sportive agli standard della FIFA che richiedono una capienza minima per gli stadi che vengono utilizzati per questo tipo di competizione.
Oggi l’impianto ospita soltanto le partite della nazionale russa. In passato, anche tanti concerti: artisti del calibro di Micheal Jackson, Lady Gaga e dei Red Hot Chili Peppers hanno cavalcato il palco del miglior stadio di Russia.

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