Pagine per i piccoli: Elefantasy

Titolo: Elefantasy
Autrice: Maria Elena Walsh
Illustratore: Andrea Antinori
Editore: La Nuova Frontiera Junior
Pagine: 221
Età di lettura: Da 7 anni
Traduttore: Angela Ragusa
IL LIBRO. Un elefante abbandonato bussa alla porta della protagonista. Al collo ha una lettera di presentazione: «Gentile signorina, non si spaventi, sono un elefante. Il mio proprietario mi ha abbandonato, non ce la fa più a mantenermi e confida che lei, di cui è noto il buon cuore, voglia prendersi cura di me. Sono affettuoso e gran lavoratore». La protagonista ci prova, conscia che sarà un’avventura. Un elefante, Dailan Kifki, che non è facile gestire. Ad un certo punto finisce pure intrappolato sulla cima di un albero e nemmeno i pompieri riescono a tirarlo giù. Gli costruiscono un paio di ali e Kifki si diverte a sorvolare i cieli, mentre a terra si aggirano una serie di personaggi indimenticabili come il nonno e il nanetto Barba Bietola. Il finale? Davvero a sorpresa!
L’AUTRICE. María Elena Walsh (Ramos Mejía, 1930 – Buenos Aires, 2011) è stata una scrittrice, compositrice, cantante e commediografa argentina, considerata «una leggenda vivente, eroina culturale e cresta di quasi ogni infanzia». 20 i dischi pubblicati e una cinquantina i libri per ragazzi. Tra i riconoscimenti ricevuti il premio H. C. Andersen nel 1994. Elefantasy, pubblicato in Argentina nel 1966, è arrivato in Italia grazie a La Nuova Frontiera Junior, tradotto da Angela Ragusa e arricchito da bellissimi disegni in bianco e nero di Andrea Antinori.
CURIOSITÀ. Si tratta di un’opera che cambia davvero il modo di capire la relazione tra poesia e infanzia. La storia, surreale, riesce a coinvolgere il lettore, dalla prima all’ultima pagina, regalando divertimento puro e risate a piccoli (e grandi). Elefantasy, un vero classico della lettura per i bambini in lingua spagnola, ha avuto successo in tutto il mondo e viene paragonato a Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll. Da leggere per divertire i bimbi e per divertirsi.
SE VI SERVE UN PO’ DI POESIA
[…]
Eppure, non mi risolvo. Resto.
Mi lega l’erba. Il bosco.
Il fiume. Anche se il fiume è appena
un rumore ed un fresco
dietro le foglie.
[…]
(Perché restare, Giorgio Caproni)
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