Mosca, tappa 2: alla scoperta del bunker segreto di Stalin
Sotto all’elegante città capitale della Russia, si snoda una fitta rete di tunnel segreti che si intrecciano e conducono ad un altrettanto misterioso artefatto: il cosiddetto “Bunker-42”. Realizzato per ordine di Stalin durante la guerra fredda tra Usa e la allora Unione Sovietica, questo rifugio blindato fu progettato dopo una prima serie di test nucleari che ne stabilirono la collocazione ottimale a 65 metri di profondità sotto terra. Situato strategicamente sotto una collina nel quartiere di Taganskij vicino al Palazzo del Cremlino, il bunker era raggiungibile tramite treni speciali che partivano dalla stazione della metropolitana Taganskaya solamente di notte per mantenere la segretezza della struttura a tutti i cittadini e le eventuali spie.
Il bunker era stato progettato per poter contenere fino a 3000 perone che avrebbero potuto vivere nel complesso per circa 90 giorni senza il supporto del mondo esterno grazie ad abbondanti riserve di cibo e farmaci ma soprattutto grazie ad un avanzato sistema di riciclaggio dell’aria e alla presenza di generatori diesel per luce e riscaldamento, fondamentali per affrontare i gelidi inverni russi.
Nonostante il design a prova di bomba e gli avanzati progetti ingegneristici del bunker, la struttura non venne mai utilizzata nella sua piena capacità. La sua costruzione fu ultimata solo nel 1956 e trascorse i successivi tre decenni come base di comando per bombardamenti aerei. Dal momento in cui Stalin, segretario generale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica, morì nel 1953 senza vedere il bunker finito, è stato realizzato un fantoccio a grandezza naturale che porta le sue sembianze che è stato poi collocato all’interno della struttura per suggestionare i turisti e far immaginare loro come sarebbe stato il bunker se nelle sue stanze ci avesse camminato il politico sovietico.
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A differenza degli oltre 40 bunker disseminati sotto le vie della città di Mosca, l’ormai noto Bunker-42 è l’unico aperto al pubblico. Aperta nel 2006, la struttura è diventata una tappa obbligata dei pellegrinaggi dei turisti che visitano la capitale alla ricerca di un insolito “museo della guerra fredda”.
Oggi gli spazi interni sono stati restaurati e al posto del vecchio mobilio sono state messe delle riproduzioni di come doveva apparire il bunker negli anni ’50, gli unici particolari rimasti inalterati sono i pannelli di acciaio delle pareti e una porta. Ai visitatori è offerta la possibilità di fare escursioni lungo la rete di tunnel di oltre 600 metri e visitare la struttura nella quale è conservata una riproduzione della bomba atomica sovietica RDS-1 a grandezza naturale fabbricata al tempo della guerra. Tra le proposte offerte dal museo anche proiezioni di filmati e documentari sulla Guerra Fredda e simulazioni di esplosioni e lanci di missili nucleari grazie all’aiuto di sofisticati effetti speciali. Per completare la visita in bellezza è inoltre possibile fermarsi a pranzare nel ristorante appositamente realizzato nel sottosuolo.

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