Addio a Nicoletta Ferrari, fondatrice e anima di disMappa
La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno nelle prime ore di questa mattina. Grande cordoglio sui social per la scomparsa di Nicoletta Ferrari, anima instancabile, fondatrice del sito disMappa, e donna determinatissima nella lotta all’abbattimento delle barriere architettoniche e mentali che molte persone hanno nei confronti delle persone con disabilità, e non solo. Nicoletta, conosciutissima proprio per il suo impegno sociale e per la sua personale lotta per i diritti dei più deboli, con disMappa ha mappato dal 2012 ad oggi tutti i luoghi pienamente o parzialmente accessibili che si spostano in sedia e rotelle (come faceva lei da anni a causa di un incidente stradale) proponendo itinerari turistici e servizi utili e dedicati. Un’opera utilissima e gratuita per migliaia di persone che, arrivando a Verona, potevano contare dall’anno scorso anche su Casa disMappa, una struttura di accoglienza sempre da lei fondata, accessibile e totalmente gratuita in cui, con una carrozzina, tutti possano andare.
“Accessibile è meglio” il suo motto che ripeteva sempre. Lascia un vuoto incolmabile la sua figura forte, battagliera e mai doma nel ricercare l’applicazione concreta del principio costituzionale della libera circolazione dei cittadini nel territorio della Repubblica (art. 16 Costituzione) che, come sottolineava spesso, contribuisce allo sviluppo del turismo accessibile.
Nel corso degli ultimi anni l’abbiamo incontrata spesso, tantissime le iniziative lanciate sul territorio, come quella che vi segnaliamo qui di seguito.
Vogliamo ricordare il suo impegno anche per mezzo di un articolo scritto dalla nostra collega e collaboratrice Marta Bicego, in uno dei tanti incontri con Nicoletta, in questo caso avvenuto nel 2015.
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Dismappa e il centro storico ai raggi x per cancellare le barriere architettoniche
di Marta Bicego
La quotidianità vissuta sulle quattro ruote ha un’altra prospettiva. Cestini dei rifiuti che, sui marciapiedi, diventano ostacoli ingombranti. Scalinate che non si riescono ad affrontare, se manca una pedana. Basterebbe poco… Eppure spesso sensibilità e attenzione latitano. Dettagli che non sfuggono agli occhi di Nicoletta Ferrari. Non perché è costretta a spostarsi su una carrozzella. Lei è una di quelle donne intraprendenti, che non guardano l’ostacolo considerandolo un limite: vanno oltre, mirano alla soluzione.
Ci vuole tenacia a indirizzare nel giusto modo le energie. La Ferrari l’ha fatto, mettendo le proprie competenze nell’ambito dell’informatica a servizio della disabilità. Con spirito propositivo, nel 2012, ha creato Dismappa: il sito della Verona accessibile o parzialmente accessibile a chi ha un handicap motorio. Categoria che accomuna disabili, anziani, mamme con passeggini. Le pagine virtuali contengono schede di accessibilità per monumenti, musei, palazzi, piazze, negozi, ristoranti del centro storico privi di barriere architettoniche o con ausili per superarle in totale o parziale autonomia. Senza trascurare spettacoli e manifestazioni culturali. In tre anni la puntuale mappatura, a portata di click e supportata da gallerie di immagini talvolta più efficaci delle parole, ha superato i 3 milioni e mezzo di visitatori: sintomo di un bisogno che accomuna tanto i turisti giunti in riva all’Adige quanto i veronesi.
Il centro cittadino messo ai raggi x lascia traccia delle barriere architettoniche che impediscono a chi è su carrozzella di essere indipendente nella quotidianità. La visione di Dismappa è però accendere il riflettori sulle buone prassi, evitando di concentrarsi sul negativo. «Uno scalino è semplice da fare per chiunque – premette –. Non si riflette sul fatto che può diventare per alcuni un ostacolo insormontabile». In via Mazzini, fa notare, un terzo dei negozi è accessibile dall’ingresso principale; negli auditorium o nei teatri non è prevista una fila di poltrone con seduta da rimuovere. «Siamo di più di un obbligo di legge, siamo persone» incalza.
Tutto sommato e malgrado si tratti di un sito storico, riprende, Verona è vivibile. Certo: si potrebbe fare di più per favorire l’accoglienza. Questione di piccoli passi, importanti. «Soltanto dallo scorso anno c’è una rampa fissa per accedere al vallo dell’Arena, il monumento scaligero più visitato» con un risparmio per le casse comunali, che non devono più preoccuparsi di rimuovere la pedana. «Oggi non siamo più invisibili – chiosa –. Nella quotidianità, un pensiero rivolto alle difficoltà che una persona disabile può incontrare non dovrebbe mai mancare».
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