Lega: «Bandiera di San Marco ai nuovi nati e ora di “veronesità” a scuola»
La Lega Nord, su proposta della consigliera Comunale Laura Bocchi, ha depositato stamattina una mozione firmata anche da Mauro Bonato, Thomas Laperna e Roberto Simeoni per obbligare il sindaco e la giunta ad un processo che arrivi a istituzionalizzare la consegna del gonfalone di San Marco a tutti i nuovi nati nel Comune di Verona, e ad intavolare un dialogo con il provveditorato agli studi per organizzare nelle scuole l’ora di veronesità, in cui viene insegnata la lingua veneta e vengono veicolate tutte le tradizioni locali importanti da tramandare nelle generazioni e per renderne edotti anche i nuovi veneti, che così si integreranno nel tessuto sociale ed impareranno ad amare la terra che hanno scelto come casa.
«La mia proposta, mutuata da un’idea del consigliere Regionale Michieletto, vuole essere immediata e partire in modo precoce anche rispetto l’idea della Regione Veneto di fornire a tutti i comuni veneti delle bandiere della Repubblica Serenissima per i nuovi nati. – ha spiegato in conferenza stampa la stessa Bocchi – Credo sia fondamentale partire il prima possibile nel rinsaldare un senso di appartenenza culturale e territoriale veneta. La “veronesità” dev’essere un valore da tramandare ai nostri figli ed ai nostri nipoti, che con i tempi che cambiano ed i nostri nonni che iniziano a non esserci più diventa difficile da passare di generazione in generazione se non iniziamo a farla diventare cosa dovuta ed istituzionale».
«Le famiglie venete, che sono la colonna portante della nostra comunità ed hanno costruito questo veneto laborioso e ricco di volontariato, nascono proprio da queste tradizioni secolari, che è giusto veicolare con la nostra bandiera, simbolo identitario di una Regione orgogliosa delle proprie radici storiche e culturali. Per creare mutuo soccorso sociale, per enfatizzare la partecipazione dei giovani alla vita della comunità, per rinsaldare un sentire comune di appartenenza alla società come ‘nucleo famiglia comunitario’, è opportuno ricordare ai veneti e ai veronesi di essere tali e parte di un grande territorio ed un grande popolo straordinario, ed è ancor più opportuno istituire nei nuovi veronesi un senso di appartenenza alla comunità veneta che vada oltre le tradizioni ed usanza dei loro paesi di origine integrandoli con la loro nuova terra, che hanno scelto proprio perché hanno reputato potesse dar loro un futuro migliore» ha proseguito la consigliera della Lega.
«E questa terra considerata da loro migliore, lo è perché fondata sulla libertà e migliaia di anni di tradizioni di laboriosità, rispetto, pace e mutuo aiuto. In questo percorso di riscoperta della veronesità – ha concluso – vanno coinvolte le istituzioni scolastiche per poter insegnare nelle aule delle scuole del Comune di Verona non solo la storia classica così come comunemente intesa, ma anche le tradizioni popolari Venete e soprattutto veronesi, e ancor di più il nostro dialetto che è una lingua, che ci permette di riconoscerci come società che lavora nel suo insieme sentendosi famiglia. Solo il clima di appartenenza ci farà tramandare e rinsaldare una società che è comunità, per i veneti ed i nuovi veneti.”
«Sono stato nell’aggregazione veneta per la grafia. Ha aggiunto il capogruppo della Lega Nord, Mauro Bonato. – Per mesi abbiamo discusso dell’alfabeto veneto e della lingua veneta. Sono convinto che insegnare la lingua veneta a scuola e le tradizioni legate alla nostra regione sia importante per tutti i ragazzi. E’ un segnale di grande appartenenza. Inoltre vi comunico che in una delle prossime commissioni cultura del Comune di Verona verrà Franco Rocchetta, fondatore della Liga veneta a presentare in anteprima l’alfabeto della lingua veneta. E sarà un orgoglio per la nostra città, ospitare questa presentazione».
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