Luna rossa: in centinaia in piazza Bra
Ha fatto capolino da dietro l’anfiteatro romano poco prima delle 22. Ma la luna rossa ha attirato in piazza Bra centinaia di persone già un’ora prima. Famiglie con bambini al seguito, giovani coppie, anziani, gruppi di ragazzi, nessuno ha voluto mancare all’eclissi lunare più lunga del secolo, un evento irripetibile fino al prossimo 2123. Almeno non con queste caratteristiche.
Natalino Fiorio del Circolo astrofili veronesi che ha allestito circa venti telescopi in Bra, ha spiegato che «la luna si è trovata nel punto più distante dalla Terra e per ritornare fuori dal cono d’ombra ci ha impiegato un’ora e quarantatré minuti». Un evento astronomico particolare che ha portato il satellite terrestre a trovarsi dietro al nostro pianeta nascosto dalla luce del sole. Il colore rosso di cui è stata avvolta è dovuto alla rifrazione della luce del sole filtrato dalla nostra atmosfera. Infatti, «più è inquinata e più la luna diventa rossa» chiarisce Fiorio.
In tanti si sono messi in coda dietro ai telescopi per vedere l’eclissi e il pianeta Marte che è apparso ancora più cremisi. «La luna incuriosisce sempre – continua l’astrofilo -. Nelle nostre uscite è ciò che facciamo vedere per prima. Le persone ci chiedono dei crateri: cosa sono e come si sono formati».
Il nostro unico satellite ha acceso l’immaginazione di molti poeti, letterati e artisti nel corso dei secoli. Nell’iconografia appare come simbolo della dea Diana, come elemento di prosperità e di abbondanza, ma anche di riflessioni sul mistero della vita. La sua presenza non manca neppure nell’arte cristiana dove, raffigurata ai piedi della Madonna, simboleggia la maternità, la potenza della vita in grado di sconfiggere il male, rappresentato da un drago nell’atto di essere schiacciato. Insomma, da qualsiasi parte la si voglia vedere, e interpretare, la luna rimane un elemento affascinante e un appuntamento immancabile ad ogni eclissi.
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