“Oui”, Catherine Deneuve ha in vista nuovi film
Dopo aver allietato ieri sera il pubblico del Teatro Romano con le sue esperienze attoriali e di vita, Catherine Deneuve ha annunciato a sorpresa anche i suoi prossimi progetti: “Ho appena finito di girare con André Téchiné. Tra due settimane in Francia comincio a lavorare con Cédric Kahn, e poi a inizio ottobre a Parigi con Kore’eda, un regista giapponese che ha appena vinto la Palma d’oro a Cannes”. A seguito dell’incontro nell’ambito del Festival della Bellezza, ad attendere l’attrice francese c’è quindi un periodo impegnato che, però, non le ha impedito di recarsi oggi in Arena per vistare l’anfiteatro insieme al sindaco Sboarina.
“La grande bellezza è l’Italia. E quando sono entrata al Teatro Romano ho avuto l’impressione di una bellezza totale”. Parole e fascino di Catherine Deneuve, ospite ieri sera al Teatro Romano di Verona per il Festival della Bellezza dove, insieme al critico Gianni Canova e al direttore editoriale del Festival Alessandra Zecchini, l’attrice simbolo della seduzione del cinema d’arte ha parlato della scena contemporanea, raccontando la sua carriera con curiosi aneddoti sui suoi incontri che hanno segnato la storia del cinema.
E, per chi pensava che avesse appeso la “cinepresa”, ha annunciato i prossimi progetti: “Ho appena finito di girare con André Téchiné. Tra due settimane in Francia comincio a lavorare con Cédric Kahn, e poi a inizio ottobre a Parigi con Kore’eda, un regista giapponese che amo molto, che ha appena vinto la Palma d’oro a Cannes”.
In un Teatro gremito, l’incontro con la Deneuve è stato un’occasione speciale per dialogare con un’artista magnetica, intellettuale e glamour, tra le più affascinanti e ammirate dell’ultimo secolo. Lei, soprattutto, è il volto indelebile di una indimenticabile stagione che ha cambiato il modo di fare cinema, segnata da maestri come Buñuel e Truffaut. Del primo ha svelato: “In La mia droga si chiama Julie Truffaut non aveva scritto dialoghi, cosa che rendeva tutto difficile. Fu un’esperienza incredibile perché lui amava molto gli attori, era attento, vicino, sempre con tanta intensità”.
Curiosi gli aneddoti su Luis Buñuel, che la diresse in Bella di giorno, Leone d’Oro a Venezia nel 1967, con una delle interpretazioni migliori della storia del cinema: “Fu particolare lavorare con Buñuel, voleva che le scene fossero fatte come descritte nella sceneggiatura. Quando lo vidi mi resi conto che aveva a che fare più con le fantasie del mio personaggio, infatti poi è diventato un riferimento per gli psicanalisti sul tema del masochismo. Non immaginavo che sarebbe diventato un classico”.
Oggi la Deneuve si è recata, invece, all’Arena insieme al sindaco Federico Sboarina, che le ha fatto da Cicerone.

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