Accumulatrice seriale rubava identità per fare shopping online
La sua casa parlava da sola: cumuli di scatoloni, scarpe, tappeti, abbigliamento. La polizia ha scoperto l’attività illecita della donna che era sottoposta ai domiciliari (per un reato commesso nel 2013), durante un controllo. La signora aveva cambiato anche il suo nome sul campanello, sostituendolo con quello di un’avvocata. Con l’identità di quest’ultima (e di altre due persone) faceva acquisti.
Si tratta di G. Bianconi dal 2016 ai domiciliari per un altro reato sempre legato alla truffa. Qualche mese fa, ha ripreso il suo “vizio”. La donna acquistava online o attraverso televendite utilizzando nomi di altre persone, versava un anticipo con postepay o con piccoli bonifici e poi, una volta arrivata la merce, lasciava i pagamenti insoluti, tanto le lettere di sollecito erano intestate ad altre persone. Tre, per la precisione, quelle accertate. Tra loro anche un’avvocata con cui, stando alle fonti della polizia, aveva una somiglianza fisica. Questo elemento potrebbe spiegare perché la donna ha addirittura cambiato il nome sul campanello mettendo il nome e il cognome della professsionista, la quale era del tutto ignara della vicenda, come dei numerosi pacchi intestati a lei impilati nella casa della Bianconi. L’indagine è ancora in corso per verificare le altre identità utilizzate dalla donna che da ieri è tornata in carcere: i reati che ora le sono contestati sono sostituzione di persone e truffa.
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