Melegatti, l’origine del “pan de oro”
All’origine del tradizionale dolce ci sarebbe l’esclamazione di un garzone, che l’avrebbe definito “pan de oro”. La storia di Melegatti si conclude con il fallimento dichiarato ieri, ma le sue tracce resteranno
“L’è proprio un pan de oro”. Sembra sia nato per questa esclamazione il dolce veronese sfornato dall’azienda veronese Melegatti, dichiarata fallita in questi giorni.
Tutto nacque in una pasticceria di Corso Porta Borsari 21 di proprietà di Pietro Melegatti. Qui, Domenico, il figlio, andava a divertirsi creando nuove composizioni e prodotti. Tra le ricette fantasiose, anche il dolce composto da pane, lievito, burro, uova e zucchero. Nuova anche la forma, che rimanda alla geometria della piramide troncata con una base a stella a otto punte.
La leggenda tramandata dalla famiglia vuole che la parola pandoro sia uscita dalla bocca di un garzone, che guardò il dolce a forma di piramide, illuminato da un raggio di sole e disse che quello era proprio un pane dorato.
Per il brevetto bisogna aspettare i 50 anni dell’azienda, nel 1904. Nel frattempo però le accuse di plagio fioccarono, e ad interromperle fu solo il Ministero dell’Agricoltura nel 1894, con il certificato di Privativa industriale. Oggi, a più di 150 dalla nascita, l’azienda si trova con troppi debiti da estinguere, e nessuno disposto ad accollarsi il peso della ristrutturazione.

Qualcosa comunque resterà nel cuore dei veronesi, che in quel civico 21 di Corso Porta Borsari potranno continuare ad alzare lo sguardo, e nei tufi a forma di pandoro sulle cornici del palazzo, ritrovare le radici di una tradizione
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