Oscar Rent e la vicenda del noleggio auto a prezzi stracciati
Dal 2015 avrebbe accumulato debiti per oltre cinque milioni di euro. La società di autonoleggio veronese Oscar Rent, che proponeva noleggi a prezzi bassissimi, ad aprile è stata dichiarata fallita. Ora sul titolare Paolo Gennari e la collaboratrice Daniela Bresciani pendono accuse per il dissesto dell’impresa e la sottrazione di scritture contabili
I suoi prezzi erano imbattibili. Si partiva da 99 euro al mese per il noleggio a lungo termine di un’auto. La società veronese Oscar Rent, di Paolo Gennari sembrava viaggiare gonfie vele, stando alle dichiarazioni dell’amministratore.
In pochi mesi, tra il 2016 e il 2017 sarebbero stati stipulati oltre 2000 contratti. Ma la situazione ha iniziato a scricchiolare quando l’Antitrust ha evidenziato che le auto a disposizione dell’azienda erano solo 275.

Da qui l’interessamento dei media e di Striscia la Notizia, che tramite l’inviato Moreno Morello, più volte fa visita alla sede di Oscar Rent, dove incontra il titolare, Paolo Gennari.
Ad ottobre dello scorso anno, Gennari dichiara ai microfoni di Striscia che entro la fine del 2017, “tutto sarebbe stato sistemato”. Questo non avviene, per cui a gennaio l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust) decide di sospendere l’attività, e poco tempo dopo, il 30 aprile 2018 viene dichiarato anche il fallimento.
Stando all’accusa, Gennari e la collaboratrice Daniela Bresciani, anch’essa veronese, avrebbero causato il dissesto dell’impresa, compiendo atti di disposizione dei beni sociali, per la quasi totalità del parco macchine, da una parte a favore di un’altra s.r.l che opera nello stesso settore, amministrata sempre da Gennari. Dall’altra attraverso la stipula di un contratto d’affitto di un ramo dell’azienda con una società cooperativa (rappresentata poi, secondo le indagini dei finanzieri veronesi, da un prestanome). I due amministratori sarebbero accusati di aver reso impossibile la ricostruzione del patrimonio e del volume d’affari dell’azienda, sottraendo le scritture contabili al curatore fallimentare.
Ora il giudice per le indagini preliminari, in seguito alle indagini condotte dalle fiamme gialle e coordinate dalla Procura della Repubblica, ha disposto il sequestro preventivo di 153 auto per il valore di due milioni di euro, ritenendo sussistente il pericolo di dispersione dei beni.
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