La storia del gatto che eredita oltre un milione era solo una storia (falsa)
La notizia era stata ripresa anche dalle principali testate nazionali (Corriere, Repubblica, TgCom24) e sarebbe stata diffusa da un comunicato di una certa “Fondazione Italiana Risparmiatori” che non esiste. Il gatto veronese Pilù non avrebbe affatto ricevuto la cospicua eredità dalla padrona, tale signora Cecilia Anna D, morta a 88 anni. Sembra che dietro ci sia un sofisticato tentativo di fare pubblicità, come ha spiegato sul suo sito David Puente che ha ricostruito la vicenda.
C’è da dire che non si è fatta economia sui dettagli: c’è il nome della proprietaria, il suo lavoro “una ex funzionaria della Presidenza del Consiglio”, c’è lui, Pilù, l’ipotetico gatto che avrebbe avuto in dono la somma da capogiro. Non manca, nel comunicato stampa diffuso da “Fondazione Italiana Risparmiatori” e ripreso anche dalle redazioni nazionali, qualche aspetto tecnico legato alla procedura per lasciare un’eredità a un animale, cosa proibita in Italia.
La “Fondazione italiana risparmiatori” che ha diffuso questa notizia (e anche altre, riporta la testata il Post) non figura da nessuna parte come organizzazione legittima che opera per i diritti dei risparmiatori. David Puente, sul suo blog di debunking, si è occupato della vicenda, andando a fondo. Risultato? Non c’è traccia dell’organizzazione nei registri della regione Lombardia (dove dichiara di avere la sede), non c’è un ufficio nel posto in cui è indicato sul sito, al momento, non sembrano esserci codice fiscale e partita IVA dell’organizzazione. Perché la fantomatica realtà si prende la briga di diffondere storie false o prive di riscontro? Si ipotizza che dietro ci sia un tentativo sofisticato di fare pubblicità a qualcuno che offre consulenze legali per questioni particolari.
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