Aveva violentato una ragazza in discoteca: condannato l’ex custode
È stato condannato a 6 anni e sei mesi di carcere con il risarcimento della vittima l’ex guardiano della discoteca Encore, Nicu Melinte, che il 19 ottobre 2016 aveva violentato durante una festa universitaria una ragazza di 23 anni. La giovane, che aveva esagerato con l’alcol, si era appartata con un amico in uno stanzino e dopo pochi minuti era entrato anche Melinte, 47enne di origine rumena, che aveva iniziato ad abusare di lei in stato di semi-incoscienza. Ora, grazie alla testimonianza dell’amico della giovane, che aveva assistito alla violenza, l’uomo è stato condannato. Tra le testimonianze espresse in tribunale anche quella di una ragazza che ha confermato di aver ricevuto a sua volta le attenzioni dell’uomo.
È una vicenda agghiacciante quella che si è consumata un paio di anni fa, il 19 ottobre 2016, quando una ragazza di 23 anni è stata vittima di una violenza sessuale in una discoteca del veronese durante una festa universitaria. E la storia, almeno per il tribunale, si è conclusa proprio in questi giorni con la condanna dello stupratore ed ex guardiano del locale Encore, Nicu Melinte, a sei anni e sei mesi di carcere e al risarcimento della vittima.
La violenza è avvenuta proprio all’interno della discoteca Encore, dove la ragazza si era recata insieme alla sorella e ad alcune amiche. Dopo aver assunto grosse quantità di alcol, però, la giovane si era appartata con un ragazzo in una stanza del locale e lì ha avuto inizio l’incubo. È stato infatti di lì a poco, che Melinte, rumeno di 47 anni, è entrato nello stanzino e ha iniziato ad abusare della ventitreenne. La ragazza, resa inerme dall’alcol e senza la forza per difendersi, ha vissuto un’agonia di venti minuti durante la quale l’amico insieme a lei, è rimasto in piedi a guardare la scena, senza intervenire e immobilizzato dalla paura.
Eppure è stata proprio la sua testimonianza la chiave del processo, perché la ragazza, a causa dell’alcol, non ricordava con lucidità la serata se non un uomo che le aveva chiesto di avere un rapporto sessuale e che lei aveva ovviamente rifiutato. Anche le amiche, una volta terminata la violenza, avrebbero notato lividi su labbra e collo, tanto da indurre la sorella della vittima a portarla al consultorio e a sporgere denuncia alle autorità. Ora all’ex guardiano, oltre alla provvisionale esecutiva del risarcimento (10mila euro) è stato interdetto in perpetuo dalla curatela e tutela, per la durata della pena, dai pubblici uffici.
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