Si chiude FencingVerona: l’Italia porta a casa 13 medaglie
Un bilancio positivo quello fatto alla fine del Campionato mondiale di scherma cadetti e giovani che si è chiuso ufficialmente ieri a Verona con le gare a squadra di fioretto. Una chiusura che ha visto 13 medaglie portate a casa dall’Italia, anche se nessuna nell’ultima giornata, grazie soprattutto alla spada, arma di successo degli azzurri per questo mondiale veronese. Nel corso della cerimonia di chiusura è avvenuto anche il passaggio del testimone e della bandiera della Federazione Internazionale a Torun, la città polacca che l’anno prossimo ospiterà la rassegna Giovanile.
Il sipario è calato ieri sui Campionati Mondiali Cadetti e Giovani di scherma che si sono tenuti a Verona al Cattolica Center dall’1 al 9 aprile e che hanno visto la squadra azzurra portare a casa 13 medaglie (3 ori, 4 argenti e 6 bronzi) che però non sono bastate a conquistare la vetta della classifica su cui si è seduta, invece, la Russia.
Una giornata un po’ amara, infatti, l’ultima di FencingVerona per l’Italia che ieri, nelle prove a squadre di fioretto, è rimasta a bocca asciutta. Medaglia d’oro, invece, per gli Stati Uniti nella gara femminile e per la Russia nella competizione maschile.
È stata la spada l’arma che ha portato il maggior contributo in termini di metalli pregiati alla causa azzurra, con 6 medaglie complessive, 2 d’oro, 2 d’argento e 2 di bronzo, e la fantastica tripletta nella spada maschile Cadetti con Davide Di Veroli primo davanti a Filippo Armaleo e Simone Greco. Quattro le medaglie arrivate dalla sciabola, tre di bronzo e l’oro conquistato in rimonta dalla squadra di sciabola maschile Giovani, tre quelle del fioretto.
Quattro le medaglie arrivate dalla categoria Cadetti, 9 quelle conquistate tra i Giovani. Lo spadista Davide Di Veroli è stato il grande protagonista azzurro al maschile, con tre medaglie conquistate in tre giorni di fila, una per ogni metallo: l’oro nei Cadetti, l’argento individuale Giovani e il bronzo a squadre Giovani. A livello femminile a brillare più di tutte è stata la fiorettista Martina Favaretto, argento nella gara individuale Giovani e bronzo in quella Cadetti.
Con l’argento conquistato da Singapore nella prova a squadre di fioretto femminile sono 15 le nazioni andate a medaglia, provenienti da tre continenti diversi. Il segnale evidente di un movimento sempre più globalizzato, in cui la concorrenza è tanta già dalle categorie giovanili. Tra i protagonisti internazionali, a mettersi maggiormente in evidenza è stata la fiorettista giapponese Yuka Ueno, classe 2001, capace di conquistare due titoli individuali nelle categorie Cadetti e Giovani, un fatto che non accadeva dal 2006, quando a riuscirci fu la sciabolatrice americana Rebecca Ward.
Prima della finale al maschile, spazio alla cerimonia di chiusura con la sfilata della fanfara della Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli“. Alle presenze delle autorità, il Presidente del Comitato Organizzatore Luca Campedelli, il vice-presidente della Federazione Italiana Scherma, Paolo Azzi, il segretario generale della FIE Emmanuel Katsiadakis, e il Presidente del Comitato Organizzatori di Torun 2019 è avvenuto il passaggio del testimone e della bandiera della Federazione Internazionale proprio alla città polacca che l’anno prossimo ospiterà la rassegna Giovanile.

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