Lago di Garda: arriva l’ok alla “legge Pressi” per la biodiversità

Redazione

| 16/04/2026
Una nuova legge regionale punta a difendere flora e fauna del Garda dall’invasione di specie non autoctone, salvaguardando ambiente e turismo.

Semaforo verde, dalla commissione trasporti del Consiglio regionale del Veneto, alla proposta di legge presentata dal veronese Matteo Pressi, che mira ad introdurre nuove tutele per la biodiversità del lago di Garda.

Un tema, quello della protezione della flora e della fauna del bacino lacustre, da tempo all’attenzione degli esperti, anche alla luce dei numerosi studi che negli ultimi anni hanno certificato la presenza crescente nelle acque del Benàco di oltre 40 specie aliene che stanno gradualmente soppiantando le forme di vita autoctone. 

Come evidenzia il capogruppo della Lista Stefani a Palazzo Ferri-Fini, Matteo Pressi, «attualmente – secondo l’ultima rilevazione condotta dal centro di ricerca sull’idrobiologia della Fondazione Edmund Mach – nel Garda sono presenti 42 organismi, di cui 15 invertebrati, 23 pesci e 4 alghe, non facenti parte dell’ecosistema originario. Il principale veicolo d’ingresso nel bacino lacustre è rappresentato dalle carene delle imbarcazioni che, dopo aver solcato le acque di mari, fiumi e altri laghi, entrano nel Garda senza subire alcuna sanificazione. Tutto ciò che rimane attaccato agli scafi, entra nel lago».

Un problema che solo all’apparenza sembra avere un impatto limitato: i recenti casi, legati ad esempio al granchio blu, hanno dimostrato come una modifica lieve agli assetti della biodiversità di un bacino comporti – in realtà – un effetto domino di dimensioni catastrofiche.

Da qui la proposta – come illustra Pressi – «di introdurre, al pari di quanto avviene per i più importanti laghi d’Europa, l’obbligo di preventiva sanificazione delle carene delle imbarcazioni che entrano nel bacino gardesano, così da bloccare la possibilità di nuove contaminazioni e proteggere l’ecosistema». 

Un intervento che risponde a due bisogni: «da un lato c’è la necessità – continua Pressi – di consegnare alle future generazioni un lago che sia veramente vivo dal punto di vista ecosistemico, conservando tutte le sue caratteristiche originarie che lo rendono un unicum a livello mondiale. Dall’altro lato c’è anche la necessità di tutelare il bacino del Garda come attrattore turistico: ogni anno 14,7 milioni di turisti visitano la sponda veronese creando un indotto fondamentale per l’intera provincia scaligera. Non possiamo permetterci di avere fenomeni esterni – come il proliferare di meduse (la Craspedacusta sowerbii, originaria della Cina, è stata recentemente avvistata nel Lago) o alghe che potrebbero compromettere l’immagine della località. Per non parlare delle ripercussioni sulla pesca».

Il provvedimento approvato dalla commissione approderà già nelle prossime settimane in Consiglio regionale, dove ne è prevista l’approvazione prima dell’estate: «La medesima norma è stata approvata a dicembre dalla Provincia di Trento e, qualche settimana fa, dalla Regione Lombardia, così da prevedere lo stesso regime giuridico per l’intera superficie del Lago. È stato un esempio virtuoso di collaborazione tra enti nell’interesse del nostro ambiente e della nostra economia», conclude Pressi. 

Le notizie del giorno, ogni sera, gratis, come vuoi. Clicca qui 👇

Condividi ora!