Castelvecchio, Padovani (FdI): «Basta intervenire in casa dell’Esercito»
di Alessandro Bonfante
Secondo Marco Padovani, deputato di Fratelli d’Italia, il dibattito riaperto in questi giorni sugli spazi del Museo di Castelvecchio «rischia di partire da un presupposto sbagliato: quello di intervenire su una realtà che negli anni ha già dimostrato di sapersi aprire alla città e di offrire servizi e attività culturali sempre più accessibili».
Padovani si riferisce al Circolo Unificato dell’Esercito, che occupa una parte del complesso di Castelvecchio, di proprietà del Demanio, adiacente agli spazi del museo, acquisiti dal Comune di Verona dieci anni fa. La settimana scorsa la Civica Alleanza per un Grande Castelvecchio ha organizzato un incontro nella sede dell’Ordine degli Architetti di Verona, per proporre una discussione sul tema. La proposta è di trovare una sede adeguata al Circolo dell’Esercito (il Comune di Verona propone una permuta con uno stabile nel vicino ex Arsenale austriaco) per permettere un’espansione del museo.
Il convegno ha già stimolato reazioni della politica, per esempio da parte dell’ex sindaco Flavio Tosi.
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Il nodo della foresteria
Padovani puntualizza: «Non è corretto descrivere il Circolo Unificato come uno spazio chiuso o riservato a pochi. Negli ultimi anni, al contrario, si è progressivamente aperto alla cittadinanza con eventi, serate musicali, iniziative teatrali e culturali, registrando decine di migliaia di presenze negli ultimi anni. Il progetto di foresteria va nella stessa direzione, ampliando ulteriormente i servizi e le opportunità offerte».
Il progetto della foresteria è proprio quello che preoccupa di più la Civica Alleanza per un Grande Castelvecchio: «Se questo avvenisse – diceva la settimana scorsa il presidente Stefano Dindo – la prospettiva di un ampliamento [del museo] si allontanerebbe. Siamo molto contrari e abbiamo depositato una memoria in Soprintendenza per opporci». In questo senso, l’Amministrazione comunale di Verona ha proposto in permuta uno spazio già destinato a foresteria nella Palazzina 3 dell’ex Arsenale.
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Padovani punta il dito sull’ex Arsenale
Continua Padovani: «Parliamo, inoltre, di uno dei circoli strategici a livello nazionale, al pari di quelli di Roma, Milano e Torino: una realtà che ha un valore non solo locale ma anche istituzionale e che rappresenta un presidio importante per il territorio».
«Per questo motivo non si comprende perché si continui a ipotizzare soluzioni che intervengono “in casa d’altri”, quando invece sarebbe più utile e lungimirante che il Comune concentri i propri sforzi sull’Arsenale, che rappresenta il vero grande spazio su cui costruire un progetto di sviluppo culturale per la Verona dei prossimi anni».
Secondo il deputato «La prospettiva deve essere quella di una visione integrata e moderna. Castelvecchio deve diventare il punto di partenza di un percorso culturale capace di accompagnare il visitatore attraverso la storia e l’identità della città. Attraversando il ponte scaligero, questo percorso potrebbe naturalmente proseguire verso l’Arsenale, dove realizzare nuovi spazi espositivi, aree per mostre temporanee, ambienti dedicati alla didattica, alla cultura e all’innovazione, oltre a servizi come ristorazione e accoglienza».
«Un sistema continuo e coerente, capace di mettere in comunicazione luoghi simbolo senza contrapporli, valorizzando le rispettive funzioni e creando un’offerta culturale più ampia, moderna e attrattiva anche dal punto di vista turistico» dice Padovani.
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